Ex Kis, all’incontro pubblico la gente chiede il referendum
Animato l’incontro organizzato dal sindaco Bellaria sul nuovo impianto L’amministrazione ha spiegato iter e opportunità, ma i contrari sono tanti
CADELBOSCO SOPRA. Si è chiusa al grido di «Referendum, referendum» l’affollatissima e accesa assemblea voluta dal sindaco Luigi Bellaria per presentare il progetto di bonifica nell’area ex Kis e di ristrutturazione edilizia, con la demolizione degli attuali insediamenti per arrivare alla costruzione di un nuovo centro produttivo, che si è svolta lunedì sera all’Altro Teatro.
Dopo le raccomandazioni del sindaco Bellaria a mantenere un certo ordine con interventi brevi, civili e pacati, ha preso la parola Moreno Veronese, responsabile di urbanistica ed edilizia privata del Comune, che per 40 minuti ha spiegato l’iter relativo all’esecuzione della bonifica della proprietà San Valentino fino al futuro insediamento del nuovo sito produttivo con tanto di tre atomizzatori alti 31 metri.
In sala erano presenti anche tecnici dell’Ausl e di Arpae, invitati dal sindaco, che però non sono mai intervenuti. Bellaria, di fronte all’invito di una cittadina che aveva chiesto un parere da parte di Ausl e Arpae ha detto che «la documentazioni agli enti era arrivata solo da una settimana». Solo un tecnico di Arpae rispondendo ad una specifica domanda sul recupero delle acque ha ammesso che «aveva dato un’occhiata al progetto e che non era neppure il tecnico preposto a valutare la pratica».
Sul palco sono poi saliti due responsabili della ditta costruttrice degli atomizzatori sui quali sono piovute domande, osservazioni e contestazioni. Per questo il sindaco Bellaria, di tanto in tanto, interveniva per calmare gli animi. Tuttavia di fronte alla netta presa di posizione del primo cittadino che in nome di «nuove tecnologie», «nuovi posti di lavoro», «l’invito a visitare aziende dotate di atomizzatori» ha difeso il progetto di costruzione della nuova ceramica, gli animi si sono surriscaldati. Durante il dibattito si è parlato di una terza corsia sulla provinciale per agevolare i 100 mezzi pesanti in entrata e uscita dall’ex Kis ed è pure spuntata l’ipotesi di una “bretella” per togliere dalla Sp 63 il traffico pesante. Non è mancato l’intervento di Claudio Giacca, presidente del comitato “Aria Pulita” che ha ricordato al sindaco che la «stessa Provincia di Reggio parla di polveri inquinanti». E ha aggiunto: «Se questi signori dicono che questo impianto non inquina perché non lo costruiscono nel loro comparto? Perchè vanno a delocalizzare in altre zone?».
Non è mancato neppure l’intervento di Marino Zani consigliere d’opposizione: «Perché il sindaco non ci ha detto nulla e non ha neppure voluto parlare della valutazione preventiva sul progetto? Avevamo chiesto approfondimenti, ma il sindaco ci ha risposto che ci dovevamo fidare degli enti. E tra 45 giorni, se non ci saranno problemi, il sindaco dovrà autorizzare i diritti a costruire. Vista la situazione del nostro territorio, questa azienda ci sta o no? Il sindaco ha negato ai cittadini di poter discutere del progetto». Ieri mattina il comitato “Aria Pulita” ha emesso un nuovo comunicato: «L’assemblea pubblica convocata dal sindaco per ascoltare l’opinione dei cittadini ha certificato il no della stragrande maggioranza dei cittadini alla nuova ceramica a Zurco. Questo coro popolare – si legge – è documentato dalle 1.451 firme raccolte in due settimane contro l’investimento ipotizzato. La raccolta firme proseguirà per tutto il mese di dicembre, al termine comunicheremo i risultati in un’assemblea pubblica a cui inviteremo il sindaco e tutte le forze politiche». —
M.P.
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