Gazzetta di Reggio

Reggio

Indigenti a reggio 

Oggi la povertà è diventata cronica

Roberto Fontanili
Oggi la povertà è diventata cronica

Il dato emerge dal bilancio presentato ieri dalla Caritas nel corso dell’inaugurazione della nuova struttura 

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Cala il numero delle persone che si rivolgono alla Caritas e ai centri di ascolto diocesani, tornando ai livelli pre crisi del 2008, ma i poveri sono più vulnerabili e l’indigenza nel frattempo è diventata un fatto cronico. Infatti oltre il 60% di coloro che si presentano alla Caritas per chiedere aiuto, sono le stesse persone che erano già state prese in carico negli ultimi due - tre anni. A questa criticità si aggiunge poi il fatto che spesso la stessa persona porta con sé più problemi. Da quelli familiari a quelli di salute, a quelli dovuti a dipendenze da gioco o da alcol.

I dati relativi alle 912 persone incontrare dai centri di ascolto diocesani nel corso del 2018, sono stati forniti ieri in occasione della inaugurazione ufficiale della nuova struttura di accoglienza della Caritas “Locanda Don Luigi Guglielmi”, in via dell’Aeronautica, alla presenza del vescovo Massimo Camisasca. Dal report 2018 emerge soprattutto che seppur la povertà sia in calo, coloro che sono scivolati nella indigenza negli anni scorsi, faticano ad uscirne e il problema va a coinvolgere anche coloro che un lavoro ce l’hanno, ma che devono vivere con uno stipendio che va dai 900 ai 1.300 euro. Crescono inoltre le donne e aumentano le persone con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni. E in gran parte dei casi si tratta di chi ha perso il lavoro ma non ha i requisiti per la pensione, mentre calano le persone con meno di 35 anni che chiedono aiuto. La percentuale di italiani che si rivolgono alla Caritas e agli altri centri di ascolto resta stabile intorno al 20% come negli anni precedenti.

«La fotografia della povertà a Reggio che la Caritas ha proposto ieri segnala alcuni altri elementi che aiutano a comprendere meglio i fenomeni sociali in atto – hanno detto il vescovo Camisasca e il direttore della Caritas diocesana Isacco Rinaldi – . Dai 912 colloqui fatti emerge una crescente fragilità familiare, con il 45% delle persone che dichiara di vivere solo e un 30% che ha dichiarato di vivere con conoscenti o soggetti esterni al proprio nucleo familiare. Tra gli italiani il 40% segnala di essere privo di una dimora stabile, con i pensionati che rappresentano l’11% del totale».

Aumentano del 3% le persone separate o divorziate che si sono rivolte alla Caritas e avanza il fenomeno di lavoratori occupati che non riescono ad arrivare a fine mese. Un 10% deve vivere con stipendi spesso gravati da mutui o prestiti, il 6% dichiara di lavorare in nero e si registra un significativo passaggio dal lavoro dipendente al lavoro autonomo. Infine per quanto riguarda gli stranieri il 32% di quelli incontrati sono irregolari (216 incontri), mentre il dato più generale rispetto ai cittadini stranieri fa emergere che nel 52.4% dei casi si tratta di donne, in gran parte provenienti da Ucraina, Georgia e Moldavia arrivata in Italia nel 2018.

«Ma il dato che emerge con forza dai colloqui – ha sottolineato il vescovo Camisasca–- è che al bisogno economico si aggiunge quello relazionale» ricordando come «la mensa del Vescovo, quella della Caritas e quella dei Cappuccini garantiscano grazie ai 3.100 volontari oltre 600mila pasti l’anno e l’accoglienza in 48 strutture che dispongono complessivamente di 200 posti letto». —



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