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Via libera dall’Antitrust Nuova Castelli in mano ai francesi di Lactalis

Enrico Lorenzo Tidona

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REGGIO EMILIA. Les jeux sont faits, rien ne va plus. La Commissione europea ha infatti approvato l’acquisizione della reggiana Nuova Castelli da parte dei francesi di Lactalis, quest’ultimo colosso dei latticini da 18 miliardi di fatturato, leader sui mercati mondiali ma non egemone, come certificato dall’Antitrust.

Lactalis è il gruppo che tra gli altri possiede Parmalat e Galbani. Nuova Castelli è principalmente attiva nella produzione e commercializzazione di formaggi in stile italiano venduti con i marchi dei produttori e con etichette private. Tra questi formaggi ci sono mozzarelle, ricotte, mascarpone e diversi formaggi Dop, soprattutto il Parmigiano Reggiano, ma anche Grana Padano, Gorgonzola, Taleggio e Pecorino Toscano.

Bruxelles, si legge in una nota, ha concluso che «la concentrazione proposta non desterebbe preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza, dato che Nuova Castelli ha una presenza limitata nel segmento dei prodotti di marca in cui esistono diverse alternative». Inoltre, proseguono gli uffici antitrust della Commissione, «nel segmento dei prodotti a marchio in cui vi è la principale sovrapposizione tra le imprese, vi sono altri importanti fornitori che possono competere con l’entità risultante dalla fusione».

Nel dietro le quinte si sussurra che, qualora Lactalis non avesse perfezionato l’acquisto causa Antitrust, l’azienda sarebbe tornata nelle mani del patron reggiano Dante Bigi, che ne è uscito mentre era rimasto nell’azionariato nel 2014, quando aveva venduto l’azienda al fondo Charterhouse. Bigi ha subito promosso a pieni voti la vendita ai francesi, passaggio del testimone che aveva alzato una bufera in Italia. Nuova Castelli rappresenta uno dei maggiori snodi di vendita del Parmigiano Reggiano ma Lactalis, grazie alla sua catena di distribuzione, potrebbe piazzarne sempre di più nel mondo. La realtà odierna vede i conti dell’azienda reggiana in forte compressione sul fronte dei debiti. Il debito finanziario netto era salito a 190 milioni. Secondo quanto rilevato nei mesi passati, con l’arrivo di Lactalis Bigi è uscito dall’azienda delle quale aveva tenuto inizialmente il 18%. Ora l’azienda parla francese. —

Enrico Lorenzo Tidona

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