Azzannato da un cinghiale, cacciatore ferito
Era andato a recuperare il cane che aveva seguito la traccia fuori dalla battuta di caccia. Soccorso dall’elicottero
CANOSSA. È andato a recuperare il suo cane, Marek, che durante la battuta di caccia ha fiutato la traccia di un cinghiale e l’ha seguita fuori dalla stessa area di battuta. Quando è sceso dall’auto, lo ha trovato ferito da un grosso cinghiale, lo stesso che pochi istanti dopo gli si è avventato contro, straziandogli la gamba destra all’altezza del polpaccio.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.38202507:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.38202507:1649783863/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
È la brutta avventura vissuta mercoledì 11 dicembre verso le 11, da Brenno Croci Olandieri, cacciatore 50enne originario di Leguigno e residente a Casina. L’uomo, portato al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova in elisoccorso, ieri pomeriggio è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Mentre il cane è in gravi condizioni.
«La battuta si stava svolgendo regolarmente, autorizzata, dalle parti di Borsea – spiega la guardia venatoria Marco Rossi, intervenuta sul posto poco dopo l’accaduto –. Il cinghiale deve essere passato a mangiare nella zona della battuta, per questo la traccia è stata sentita dal cane». Che, seguendo il proprio istinto, le è andato dietro.
Quello che è accaduto dopo lo racconta il fratello di Brenno, Primo Croci Olandieri, che stava partecipando alla stessa battuta di caccia.
«Mio fratello, con il figlio, ha preso la macchina ed è andato dove il geolocalizzatore aveva individuato il cane e dove lo dava fermo: fuori dalla zona di caccia, a Riverzana, dove si è recato disarmato», spiega.
«Non ha fatto in tempo a uscire dall’auto che si è trovato contro il cinghiale: un esemplare di almeno 130 chili, un maschio di una decina di anni che era nascosto dentro a un rovo fino a che il cane non lo ha stanato», va avanti. Parlano di un esemplare particolarmente aggressivo, del quale in zona ci sarebbero state segnalazioni di altre sue pericolose incursioni.
«Quello che è capitato a mio fratello avrebbe potuto capitare a chiunque altro. Per fortuna, non è stato colpito all’altezza dell’arteria femorale, e per fortuna con lui c’era il figlio, che lo ha aiutato subito a tamponare la ferita e ha chiamato i soccorsi. È stato il figlio, con le grida, a far fuggire il cinghiale, che non se ne andava».
L’animale, peraltro, quando è fuggito inseguito da altri cani della stessa battuta – racconta il fratello del ferito – è finito nell’area di caccia, dove infine è stato abbattuto.
Il 50enne, soccorso prima da un’ambulanza e poi dall’elisoccorso, è stato trasferito all’ospedale di Reggio Emilia, dove resta ricoverato. Il cane è stato portato dal veterinario: le sue condizioni sono piuttosto gravi.
«Sono diventati animali aggressivi, anche per la presenza dei lupi», sottolinea Primo Croci Olandieri parlando dei cinghiali. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
