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Camorani: «L’edilizia è infiltrata dalla mafia servono contromisure»

domani il libro AEMILIA illustrato ai geometri  

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REGGIO EMILIA. La ’ndrangheta si combatte più efficacemente conoscendo sempre meglio come riesce ad infiltrarsi nel settore edilizio.

È questo il senso dell’iniziativa proposta dall’Associazione dei geometri di Reggio Emilia per domani nella sede di via Pansa 35 (l’ingresso è libero, inizio alle 17) in cui verrà presentato il libro “I mille giorni di Aemilia” (edito da Aliberti) e l’autore Tiziano Soresina dialogherà con l’avvocato Vincenza Rando (vicepresidente nazionale dell’associazione antimafia Libera). Marco Ennio Camorani – presidente dell’Associazione geometri – va al cuore del problema: «Questo è il secondo nostro appuntamento sulla ’ndrangheta in Emilia. In aprile l’incontro con Nicola Gratteri (procuratore di Catanzaro) e lo scrittore Antonio Nicaso. Ci hanno illustrato i diversi metodi di infiltrazione della malavita organizzata in edilizia. È indispensabile informarci per adottare adeguate misure preventive e per riconoscere e denunciare le situazioni riconducibili a condotte malavitose analoghe a quelle su cui il maxiprocesso Aemilia dal 2016 ci ha aperto gli occhi». Le professioni edili si sono adoperate a sufficienza per contrastare il fenomeno? «Non ancora, penso che ogni categoria e non solo quelle tecniche in senso stretto debbano mettere in campo tutte le risorse per aiutare i propri iscritti a leggere il fenomeno, evitando connivenze, comportamenti omertosi, indifferenza e peggio ancora negazione. Se la mafia non avesse trovato terreno fertile a Reggio Emilia non saremmo qui a parlarne. Va presa piena coscienza dei metodi criminali e non abbassare mai la guardia. Cerchiamo di recuperare il tempo perduto». —

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