Per gli studenti dello Scaruffi tre borse di studio
REGGIO EMILIA. A distanza di 500 anni la figura di Gasparo Scaruffi resta ancora viva nella memoria dei suoi concittadini.
Proprio ieri pomeriggio, in Sala del Tricolore, per iniziativa dell’Istituto tecnico che porta il suo nome (insieme a quelli di Ulderico Levi e della Città del Tricolore), è stato infatti ricordato in un appuntamento che ha riunito autorità e studiosi in un percorso lungo cinque secoli. Era nato nel 1519 ed è scomparso nel 1584.
L’incontro era titolato: “Dal sogno di Gasparo Scaruffi alla realtà della moneta unica”. Ultimo di sette figli di una ricca famiglia proprietaria di case e terreni, intrecciò rapporti con varie città specie attraverso la produzione della seta. Ebbe tre mogli. Ricoprì incarichi pubblici e fu anche banchiere; divenne inoltre ambasciatore. Visse in via Crispi in città. Proprio lui fu uno dei primi anticipatori dell’idea di battere una moneta nazionale per favorire gli scambi.
Alla presenza di una folla di studenti incuriositi, l’incontro è stato aperto dai saluti istituzionali del sindaco Luca Vecchi (il Comune di Reggio ha dato il patrocinio all’iniziativa) e di Elena Carletti consigliere della Provincia, prima di registrare tre interessanti relazioni.
Ha iniziato Alberto Cadoppi, professore ordinario nell’Università di Parma, che ha tracciato l’identità di “Un grande reggiano”. Poi la direttrice dei Musei civici, Elisabetta Farioli, si è soffermata sul rapporto del nostro famoso avo con le arti. Per finire con Giovanni Fracasso, docente di Finanza alla Business School dell’Università di Bologna, che ha sviluppato l’aspetto monetario con l’analisi di “Gasparo Scaruffi e il governo della moneta”.
L’iniziativa formativa si è conclusa con la consegna di borse di studio titolate al “Premio Merlatti”. Gli studenti premiati sono Maria Pia Mannarino, Riccardo Guazzetti e Francesca Pignolo. —
L.V.
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