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Reggio capitale di startup nuovi partner per la fucina

Enrico Lorenzo Tidona
Reggio capitale di startup nuovi partner per la fucina

Anche Credem e Reale Mutua tra i sostenitori di Upidea! Startup Program Al Tecnopolo inizia il percorso di formazione di 38 progetti selezionati tra 110

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Reggio Emilia si candida a diventare una delle capitali italiane delle startup. Merito di Upidea! Startup program – Call for innovation, lungo titolo che annuncia il programma di sostegno alle nuove imprese, partito dai giovani di Unindustria Reggio e che cresce ancora, grazie al supporto di due nuovi sponsor di peso come Credem e Reale Mutua, espandendo il progetto in Veneto.

«Pensare che è tutto partito da un direttivo nel quale stavamo pensando cosa fare per dare sostegno alle nostre nuove imprese», afferma Marco Righi, presidente Giovani Imprenditori Unindustria Reggio Emilia, seduto al tavolo con gli altri industriali under 40 al Tecnopolo di Reggio, dove in un’altra sala stava partendo il primo bootcamp. Una due giorni di formazione sul business e l’avviamento di nuove imprese condotte da Augusto Coppola di Luiss Enlab - uno dei più importanti acceleratori italiani sostenuto dal suo fondo di venture capital LVenture Group - nel corso delle quali ogni startup dovrà presentare la propria idea imprenditoriale con un discorso da 5 minuti per ricevere un riscontro immediato sul proprio modello di business. Ieri infatti sono state annunciate le 38 startup che hanno superato la prima fase di selezione, tra le oltre 110 che si sono candidate al programma, «un numero di domande mai registrato prima, che segna un record» fanno sapere i promotori.

«Vogliamo portare innovazione in città e abbiamo deciso di sostenere questo programma nel territorio dove Credem ha la sua sede», dice Pierluigi Grossi, chief innovation officer del Credito Emiliano, banca che condivide già con Reale Mutua una società di assicurazioni e con la quale condivide ora la partnership sul progetto che, nella scorsa edizione, ha visto partecipare per il 30% startup legate alla manifattura.

«Abbiamo molte imprese candidate nonostante, a differenza di altri, non offriamo direttamente finanziamenti – spiega Vittorio Cavani, vice presidente dei giovani industriali reggiani – il nostro punto forte è l’eccellenza nel percorso di formazione assicurato da Luiss Enlabs e LVenture Group». «Dobbiamo essere in grado di attrarre capitale e tecnologia – è l’indicazione offerta da Valeria Montanari, assessore all’innovazione del Comune di Reggio che ha dato il patrocinio – abbiamo un alto tasso di occupazione ma è necessario creare i contesti come questo per coltivare le idee di impresa».

All’edizione di quest’anno aderisce quindi al progetto anche il Gruppo Giovani Imprenditori veneti, attratti dai risultati del progetto coordinato dai colleghi emiliano-romagnoli: 400 startup candidate, 37 startup accelerate, 13 startup incubate, 5 startup sono state selezionate per il percorso di accelerazione, 2,5 milioni di ruro raccolti, 2 campagne di crowdfunding, 2 acquisizioni da parte di corporate e 6 investimenti da parte di imprenditori associati. «Numeri consistenti – dice Kevin Bravi, presidente giovani imprenditori Confindustria Emilia-Romagna – puntiamo a far crescere e rimanere in Italia queste nuove imprese». —



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