“Sciocchezze sulle donne” caso nazionale Ora irrompe anche nel dibattito televisivo
Si accende il dibattito sull’articolo di Libero. Intanto sono più di 1.800 le adesioni alla campagna sul nostro sito internet
REGGIO EMILIA. Rincarano la dose Pietro Senaldi, direttore di Libero e Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, provando a giustificare le parole del giornalista Giorgio Carbone su quanto scritto in merito alle donne emiliane. Succede a DiMartedì, nel corso della puntata del 10 dicembre, dove ancora una volta si prova a giustificare l’articolo di Libero che ha dipinto Nilde Iotti come «simpatica e prosperosa (...) Grande in cucina e grande a letto. Il massimo che in Emilia si chiede a una donna». Nel corso della puntata, Senaldi prova a spiegare: «Noi viviamo in questo secolo, a differenza dei comunisti e dei post-comunisti. Quindi ad attaccare Nilde Iotti non abbiamo nessun interesse».
In diretta
Incalzato da Giovanni Floris sull’infelice clichè utilizzato da Carboni, il quale rischia di essere deferito dall’Ordine dei Giornalisti, Senaldi leva gli scudi: «Io credo che il politicamente corretto stia diventando scorrettissimo. Possiamo parlare delle donne come parliamo degli uomini?». Immediata e diretta la reazione dell’ex ministra del Governo Monti, Elsa Fornero, che gli fa notare come l’atteggiamento che sta continuando a difendere stia ulteriormente perpetuando una tendenza irrispettosa nei confronti delle donne.
Il bar
«Queste cose le può dire lei al bar», afferma la Fornero schierandosi fermamente contro l’atteggiamento mostrato verso la donna in generale. Nel corso della puntata è però anche Sallusti a porsi a difesa del collega: «Penso che dall’ironia inizi la libertà», afferma. La teoria del direttore del Giornale è infatti che quella parte dell’articolo fosse mossa da un intento ironico e parodico e che sia stata fraintesa e strumentalizzata. Lo stesso Carboni infatti aveva affermato più volte di essere stato frainteso. Al termine del suo discorso Sallusti però aggiunge: «Le romagnole sono famose nel mondo per questa loro esuberanza». Alla frase di Sallusti la giornalista di Repubblica, Concita De Gregorio, ribatte con le mani nei capelli: «Non ci credo! Non ci posso credere che stiamo parlando di questo».
ONLINE
Schermaglie che dalla tv continuano a tornare anche sulla Gazzetta con un ritmo record, dal momento che centinaia di persone stanno aderendo alla petizione nata dall’immediata e convinta reazione delle sette giornaliste della nostra redazione alle dichiarazioni di Carbone apparse su Libero.
Ad oggi, sono più di 1.800 i lettori che hanno firmato per dimostrare sostegno alla madre costituente e alla libertà e dignità della figura femminile e il numero sta aumentando ancora, segno inequivocabile di una comunità che respinge i valori rozzi e irrispettosi che alcuni giornalisti stanno portando avanti grazie alla risonanza data dai media. Fra i firmatari anche Laura Boldrini, deputata del Pd e già presidente della Camera, che ha aderito alla battaglia della Gazzetta contro le offese sessiste alla memoria di Nilde Iotti e a tutte le donne. «Quello del quotidiano Libero è un attacco volgare e sessista, il cui unico obiettivo è tentare di infangare l’immagine pulita, libera e autorevole di Nilde Iotti attraverso considerazioni miserabili».
LA PETIZIONE
La petizione non solo ha l’obiettivo di difendere una figura irreprensibile della politica italiana come Nilde Iotti, ma ha anche il compito civile e morale di dimostrare che esiste una massa critica di cittadini che non accetta di veder comparire su quotidiani e televisioni persone che insultano la figura femminile. La Gazzetta sta inoltre pubblicando sul web l’elenco dei nomi dei firmatari che hanno deciso di dimostrare apertamente la loro vicinanza al progetto. —
Gabriele Gatti
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