Tangenziale Sud, AutoCS avvia l’iter per procedere con gli espropri ai privati
Una lettera al ministero chiede di poter partire. Resta la questione delle modifiche chieste dal Comune di Reggio
È già pronta agli espropri dei terreni necessari a costruire la tangenziale di Rubiera, la società incaricata di realizzare la bretella Campogalliano-Sassuolo e le opere collegate. Il 6 dicembre scorso, proprio il giorno in cui i vari progetti venivano illustrati pubblicamente alla Corte Ospitale di Fontana, la società Autostrada Campogalliano Sassuolo (AutoCS) ha inviato al ministero dei Trasporti una comunicazione ufficiale in cui chiede la certificazione di regolarità urbanistica in base al progetto definitivo della tangenziale di Rubiera.
Nella missiva si precisa anche che AutoCS sia già pronta a provvedere agli espropri, ovvero all’acquisizione dei terreni su cui costruire il tracciato, rilevandoli ad un prezzo stabilito dagli attuali proprietari privati.
AutoCS è stata creata appositamente per partecipare al bando della bretella Campogalliano-Sassuolo ed ha come azionista di maggioranza la società Autobrennero, che gestisce l’omonima autostrada, quella che dal passo del Brennero al confine con l’Austria conduce a Campogalliano di Modena, la principale direttrice automobilistica italiana verso il Nord Europa. La cosiddetta bretella prolungherà l’autostrada sino a Sassuolo, nel cuore del distretto ceramico, e prevede fra le principali opere accessorie la tanto attesa tangenziale rubierese, necessaria per togliere il traffico pesante dal centro del paese reggiano.
Il percorso della tangenziale ha fatto discutere parecchio in questi mesi, alla fine il Ministero ha confermato il tracciato a Sud, dal confine con Modena sino a Bagno di Reggio, quello già finanziato per circa 16 milioni di euro all’interno del progetto principale. Una soluzione sgradita sopratutto nel territorio di Reggio Emilia, e che ora potrebbe essere soggetta a modifiche. Il Comune di Reggio, quello di Rubiera e la Provincia stanno lavorando ad una variazione che accorci il disegno previsto di un paio di km; la tangenziale non dovrebbe più immettersi sulla via Emilia dopo Bagno ma in tratto precedente, al confine rubierese. Al momento non vi è nulla di ufficiale, AutoCS si è detta disponibile a ragionare su un cambiamento, la palla passa ad una Conferenza dei servizi che il Ministero dovrà convocare per valutare il tutto.
L’unica parte ritoccata è quella sul versante reggiano, sul fronte rubierese non cambierà nulla. La bretella principale prevede un’uscita a Marzaglia, sul lato modenese del corso del Secchia, da lì partirà un ponte di alcune centinaia di metri che supererà il corso del fiume e porterà sino alla zona di Contea, a Rubiera, dove inizierà la tangenziale vera e propria diretta a Bagno. Il ponte è necessario perché la tangenziale possa diventare una concreta valvola di sfogo, AutoCS sembra intenzionata a tener conto di queste esigenze al momento di creare un calendario dei lavori. Una volta costruito il ponte, la tangenziale potrà accogliere i camion dalle tante direttrici in arrivo risultando funzionale.
Adesso il tema è quello degli espropri. A Rubiera la questione appare semplice, gran parte dei terreni da rilevare sono ad uso estrattivo o artigianale, non dovrebbero esserci particolari problemi gli abitanti. Diverso il discorso per Reggio. L’attuale piano di espropri è basato sul progetto originale del tracciato a Sud, quello che fa terminare il viadotto a Bagno, e non sulla variazione a cui si stanno dedicando gli enti locali. Cambiare una simile progettazione e il relativo carro di concessioni legali non è automatico, è necessario prima di tutto modificare gli strumenti urbanistici dei Comuni coinvolti e procedere poi di conseguenza. Un complesso intrico burocratico che si dovrà sciogliere prima di procedere, anche per evitare ricorsi e azioni legali legati alla situazione in bilico. Il tema riguarda principalmente l’area di Bagno e quindi il Comune di Reggio Emilia.
Con AutoCS pronta ad avviare le manovre per gli espropri e un’esigenza di accelerazione espressa da chi tutti giorni convive con ritardi e smog, si dovrà cercare di trovare una soluzione soddisfacente il prima possibile. Il progetto formalizzato non è stato formalmente toccato e la speranza è di accelerare i tempi per la conferenza dei servizi e per approvare così le variazioni. —
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