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guastalla, il processo 

Atti pedofili, nuova condanna per il camionista

T.S.
Atti pedofili, nuova condanna per il camionista

Il 55enne responsabile per aver adescato minorenni in due occasioni. Nel 2017 tentò di rapire una bimba all’oratorio

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GUASTALLA. Nuova condanna – stavolta per adescamento di alcune minorenni – nei confronti del camionista guastallese 55enne Tiziano Zerbini che il 12 aprile 2017 era stato arrestato (e poi condannato) per una vicenda nello stesso tempo clamorosa ed inquietante, cioè l’aver tentato di rapire una bambina di 9 anni all’oratorio don Bosco.

Ieri il processo con rito abbreviato – quindi con sconto di pena di un terzo – ha riguardato quattro episodi che il pm Piera Giannusa colloca nei primi mesi del 2017, con Zerbini che a bordo della sua macchina (una Fiat Punto verde) affianca delle ragazzine, abbassa il finestrino e poi offre 50 euro in cambio di atti sessuali. In alcuni casi le minorenni nemmeno capiscono subito cosa comporti quella proposta in denaro, in altre Zerbini si esprime in modo confuso, farfuglia. Il pm Giannusa parla di rischio gravissimo corso da quelle ragazzine, ritiene provati tutti e quattro gli episodi descritti nel capo d’imputazione e rifacendosi alle perizie psichiatriche effettuate sull’imputato nel processo già esauritosi (vale a dire il tentato sequestro di persona all’oratorio) esclude il vizio di mente per il 55enne, come non sarebbe accertata l’intossicazione cronica da alcol. Una serie di valutazioni che portano il magistrato a concludere la requisitoria con la richiesta di condanna ad un anno e sei mesi e venti giorni di reclusione.

A sua volta l’avvocato difensore Maria Silvia Grisanti replica, nell’arringa, facendo riferimento proprio allo stato mentale di Zerbini su cui si sono concentrate le due perizie psichiatriche esposte nell’altro procedimento in Appello a Bologna. Sia la consulenza voluta dalla Corte (elaborata dal dottor Renato Ariatti) sia quella di parte (redatta per la difesa dal dottor Nazario Santolini) sono risultate – a parere della difesa – coincidenti sulle patologie di cui è affetto quest’uomo (depressione e sindrome delirante) e che l’hanno spinto verso l’alcolismo. «Patologie e alcolismo – rimarca l’avvocato Grisanti – vengono ritenute escludenti la radice sessuale dei reati commessi». Infine il difensore si sofferma sulla descrizione data dalle ragazzine del suo assistito in quei frangenti: un uomo alterato, non lucido, dal volto gonfio e dalla voce roca. «Non c’è coscienza nè volonta – aggiunge il legale – e Zerbini, incensurato, non ricorda nulla. Nella perquisizione fatta nella sua casa non è stato trovato materiale pedopornografico. Non è un pedofilo». Dalla camera di consiglio il giudice Sarh Iusto è poi uscita con una sentenza di condanna per Zerbini: un anno e due mesi di reclusione, oltre all’interdizione perpetua dai luoghi frequentati dai minori. Pena che si aggancia a due episodi avvenuti vicino all’oratorio don Bosco e nel parcheggio del supermercato Eurospin (in quest’ultimo caso era state avvicinate tre minorenni). Invece «assolto perché il fatto non sussiste» da altre due vicende. Cauto il difensore all’uscita dall’aula: «C’è soddisfazione perché per due punti del capo d’imputazione è caduta l’accusa di adescamento, mentre attendo di leggere le motivazioni che hanno portato il giudice alla condanna». Il 55enne ha già espiato i precedenti tre anni di reclusione ed ora è in cura al Sert. —

T.S.

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