Cisl: «L’apporto dei lavoratori stranieri determinante per la crescita economica»
Ballotta, segretario dell’ Emilia centrale: «Contribuiscono al Pil locale, pagano le tasse e partecipano alla vita sindacale»
«L’apporto dei lavoratori stranieri è determinante per la crescita dell’economia e del sistema socio - economico dei nostri territori. Lavorano, pagano le tasse e usufruiscono dei servizi al pari degli italiani». L’affermazione del segretario del Cisl Emilia Centrale William Ballotta, che suona come una risposta ai populisti e ai sovranisti e ai fautori del “prima gli Italiani”, arriva nel giorno in cui il sindacato di via Turri presenta a Reggio il bilancio di sostenibilità 2019, che è la fotografia di un’organizzazione in salute e in crescita. La Cisl ha scelto di presentare il bilancio di sostenibilità anche a Serramazzoni, nell’Appennino modenese, come segnale di attenzione al territorio montano, e di fare un focus specifico sul significativo apporto al sistema economico di Reggio e Modena degli stranieri residenti. Un report da cui emerge «che questi lavoratori – sottolinea Ballotta – contribuiscono al Pil locale, pagano le tasse e partecipano alla vita sindacale con una presenza di lavoratori stranieri anche tra delegati sindacali».
I DATI
Dai numeri dello studio emerge che sui 66.501 modelli 730 presentati al Caf Cisl Emilia centrale nel 2018, 8.713 (pari al 13,11% del totale), sono stati presentati da contribuenti nati all’estero. A queste dichiarazioni corrispondono 38,7 milioni di euro di imposte, pari a una imposta pro capite a contribuente di 4.447.43 euro.
ISCRITTI
In crescita anche il numero dei lavoratori di origine straniera che si sono iscritti alla Cisl rispetto alla popolazione straniera residente a Reggio e Modena. Al 1° gennaio 2019 gli stranieri residenti nelle due province erano 159.051 (pari al 12,8%) della popolazione complessiva. Di questi il 12,3% è residente a Reggio e il 13,2% a Modena. In entrambe le province la comunità straniera più numerosa è quella marocchina, seguita dalla romena e dalla albanese. «Sfatando anche il dato che gli stranieri sono tutti neri», chiosa il segretario della Cisl, rimarcando «come tra gli iscritti Cisl sul totale dei lavoratori attivi e con l’esclusione dei pensionati, la percentuale di stranieri sia in costante aumento e rappresenta il 30% degli iscritti».
I settori
Nel settore manifatturiero si è passati dal 36,5% del 2016 al 40% del 2018 e in quello dei servizi dal 32% del 2016 al 38,5% del 2019. Stabile invece intorno al 4% la presenza di stranieri iscritti tra i lavoratori della settore pubblico. Un ulteriore elemento di riflessione del report, comune in entrambe le province, è che la fascia di età in cui si concentra il maggior numero di lavoratori di origine straniera va da 0 a 44 anni e che nella fascia tra i 25 e i 44 anni i cittadini nati all’estero sono il 33% in più rispetto alla popolazione italiana. Cala invece in maniera considerevole il numero dei lavoratori stranieri nella fascia che va dai 44 ai 65 anni per crollare all’1% tra gli over 75. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
