Morte presunta per Fregoli se ne parlò per le ossa nel pozzo
Avviato l’iter giudiziario su richiesta della moglie a oltre dieci anni da quando si persero le sue tracce. Nel 2015 a Chiozza quel ritrovamento
scandiano. Non si hanno più sue notizie dal 28 dicembre del 2006. E ora, a distanza di 13 anni, la moglie ha fatto istanza per la dichiarazione di morte presunta.
Si tratta di Bramante Fregoli, nato in provincia di Siena nel 1926, la cui ultima residenza ufficiale risulta essere stata quella di via Matteotti a Scandiano.
Il tribunale di Reggio Emilia, prima sezione civile, ha fatto partire l’iter che servirà, dal punto di vista burocratico, per arrivare alla dichiarazione di morte.
Qualche anno fa il nome di Fregoli era finito sui giornali dopo il ritrovamento dei resti di un cadavere in un pozzo di un’abitazione in fase di restauro a Chiozza, in via Venere 23. Era l’aprile del 2015.
Si era ipotizzato che potessero appartenere a lui quelle ossa, perché la zona era una di quelle in cui lui bazzicava. All’epoca si ricordava come fosse solito utilizzare casolari abbandonati per ricoverare le sue cose. E quello, che in effetti fino ad allora era rimasto vuoto, poteva essere uno di quei posti che lui frequentava.
Ipotesi. Restava il mistero di quei ritrovamenti che avevano fatto aprire un fascicolo al sostituto procuratore Giulia Stignani, che coordinava le indagini dei carabinieri di Scandiano, all’epoca senza ipotesi di reato né indagati.
Perché qualcuno sia finito in fondo a un pozzo è rimasto un interrogativo senza risposta: all’epoca si poteva solo ipotizzare un incidente o un suicidio. Ma non si potevano escludere nemmeno ipotesi più oscure, tra le quali quella secondo cui qualcuno avesse gettato un uomo in fondo al pozzo.
Qualsiasi cosa sia accaduta, però, è rimasta occultata per diverso tempo: le analisi, si affermò al tempo, dicevano che quei resti erano in fondo al pozzo forse da una decina di anni. Si parlò subito di un uomo per via di alcuni pezzi di indumenti recuperati.
E allora venne spontaneo pensare proprio a Bramante Fregoli, di cui da una decina d’anni, in effetti, nessuno aveva più avuto notizie né trovato tracce. —
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