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val d’enza, il processo 

Nei guai per ricettazione e perché l’auto è rubata e senza assicurazione

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VAL D’ENZA. Vi sono ancora diversi aspetti da chiarire nel processo – in tribunale a Reggio Emilia – che vede il magrebino Mustapha Soutaifi accusato di ricettazione. Come è stato ricostruito ieri in aula da una vigilessa intervenuta quel giorno d’agosto di tre anni fa, effettuando dei controlli con un’apposita apparecchiatura era emerso che più di “qualcosa” non andava in un’auto in sosta davanti ad un’azienda. La macchina risultava rubata, inoltre senza assicurazione. Per sincerarsi d’aver davvero intercettato un mezzo rubato, gli agenti della polizia municipale chiedevano conferme alle forze dell’ordine di Noceto (Parma) dove – secondo le informazioni in loro possesso – era avvenuto il furto denunciato due mesi prima. E in effetti quella macchina era stata sottratta al proprietario.

La permanenza dei vigili attorno all’auto aveva incuriosito alcuni dipendenti della ditta vicina. Uscivano dall’azienda per poi avvicinarsi alcune persone, finché un nordafricano spiegava che la macchina era sua. Andava poi negli spogliatoi a prendere le chiavi, l’apriva e mostrava agli agenti la carta di circolazione, mentre non riusciva a mostrare il tagliando dell’assicurazione.

Troppo poco per non far scattare l’accusa di ricettazione del veicolo.

Nella prossima udienza, cioè fra quasi sei mesi, verrà sentito l’imputato che è difeso dall’avvocato Francesca Basco. Il magrebino dovra spiegare al giudice Sarah Iusto come mai aveva in uso quell’auto rubata, se l’aveva comprata oppure se l’aveva avuta temporaneamente in prestito da qualcuno. —

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