L’addio ad Adriano Cavalchi pilastro della Campeginese
Aveva 76 anni e fu tra i fondatori della polisportiva di cui è stato vicepresidente C’era anche nel 1989, quando la squadra vinse il torneo di Seconda Categoria
CAMPEGINE. Una colonna per lo sport e per la comunità locale. Ieri mattina si è svolto il funerale di Adriano Cavalchi, conosciutissimo ex dirigente della Campeginese.
Cavalchi è morto mercoledì a 76 anni, a causa del peggioramento di condizioni di salute da tempo piuttosto precarie. Vedovo, lascia le due figlie e i nipoti.
Al suo addio erano presenti molti abitanti della zona di Campegine e tantissimi appassionati di calcio delle province di Reggio Emilia e di Parma, che avevano conosciuto Cavalchi grazie al suo pluridecennale impegno in campo sportivo e sociale.
Anche in questi ultimi anni, nonostante i problemi fisici, l’amore per il calcio non era mai venuto meno; fino a che ha potuto, il 76enne ha seguito la sua Campeginese dal vivo, assistendo sino a pochi mesi fa alle partite interne, al campo sportivo del paese.
Cavalchi è stato uno dei fondatori della Polisportiva Campeginese, per molti anni ha ricoperto il ruolo di vicepresidente operativo del settore calcio, oltre che di consigliere della società. Era presente in tutti i momenti storici della società, fra cui un momento ancora oggi ben inciso nella memoria dei protagonisti: la vittoria del campionato di Seconda Categoria del 1989, dopo ben 32 anni di tentativi a vuoto. Una cavalcata che coinvolse l’intero paese, tanto che alla decisiva sfida con il Lentigione si contarono oltre mille spettatori.
Quel gruppo di giocatori e dirigenti si ritrova ancora oggi a cena, con cadenza annuale, e l’assenza di Cavalchi sarà pesantissima, in questo senso, come ricordato nel giorno del funerale dagli amici che vi hanno partecipato. —
Adr.Ar.
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