Gazzetta di Reggio

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LA TESTIMONIANZA 

«Nilde Iotti ci aiutò quando fummo arrestati in 60»

Alessandro Cagossi

Albino Reverberi: «Nel 1953 manifestammo contro la legge truffa voluta dalla Dc e finimmo  in carcere. Lei venne a trovarci e  quella visita ci sollevò il morale»

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NOVELLARA. Continuano le attestazioni di stima per la figura di Nilde Iotti, di cui ricorre il centenario della nascita. Un episodio significativo – raccontato da Albino Reverberi, 87 anni, ex presidente della stalla sociale e della Croce Rossa di Novellara – contribuisce a definire la statura morale della Iotti e del suo attaccamento al territorio reggiano, nonostante la brillante carriera a Roma.

«Nel 1953 abitavo a Campagnola – ricorda Reverberi – mio paese d’origine, dove ero il segretario locale della Fgci (Federazione giovanile comunisti italiani). Gente di tutte le età era scesa in piazza per protestare contro la legge truffa, che assegnava il 65% dei parlamentari al partito che avesse preso più della metà dei voti. Questa legge, promulgata dalla Democrazia cristiana a fine marzo del 1953, a ridosso delle elezioni politiche di giugno, a nostro parere introduceva una distorsione inaccettabile del riscontro elettorale. Partì cosi la campagna elettorale, tutta incentrata su chi sosteneva e criticava la nuova legge elettorale: da una parte i democristiani, dall’altra i comunisti».

«Organizzammo una manifestazione molto rumorosa, ma pacifica – prosegue Reverberi – lungo le strade di Campagnola, con comizi finali in piazza. Tuttavia, i democristiani di Campagnola telefonarono alla polizia insinuando che avessimo assaltato la sede locale della Dc. Nei giorni successivi furono arrestate 60 persone, tra cui il sottoscritto, e fummo trasferiti al carcere di Reggio Emilia. Nilde Iotti allora era una giovane deputata. Dopo qualche settimana di detenzione, ci venne a trovare in carcere, in base a una legge che lo permette anche oggi, e stette con noi qualche ora per raccogliere le nostre testimonianze, per capire cosa era successo e per farci pervenire la solidarietà del partito. La sua visita ci rinfrancò molto e ci sollevò il morale perché, nonostante fossimo in democrazia, eravamo dei “prigionieri politici”. Ci tennero in prigione fino al giorno delle elezioni di giugno, poi fummo tutti liberati e caddero tutti i capi d’imputazione, senza nessun processo. Non so se Nilde Iotti abbia giocato un ruolo nella nostra liberazione, ma la sua visita in carcere fu davvero importante per noi. La coalizione guidata dalla Dc si fermò al 49,8 dei voti, non potendo quindi usufruire del premio di maggioranza che tanto avevamo contestato. Nel nostro piccolo, avevamo vinto».

Nilde Iotti fu la prima donna nella storia dell’Italia repubblicana a ricoprire il ruolo di presidente della Camera dei deputati, tra il 1979 e il 1992. Prima ancora, ventiseienne, fu fra le poche donne elette all’Assemblea costituente. Per decenni è stata figura di riferimento della politica nazionale e protagonista nella difesa dei diritti delle donne e nella costruzione di una comune identità repubblicana. —

Alessandro Cagossi

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