«Io, papà di una bimba provo preoccupazione e vergogna per il sessismo della nostra società»
Un lettore scrive alla Gazzetta dopo la recente nascita di sua figlia: «Le donne sono fondamentali, spero in una rivoluzione culturale»
la lettera
Gentile direttore, redazione della Gazzetta di Reggio, il primo dicembre sono diventato padre di una magnifica bambina. Esperienza unica e allo stesso tempo universale per tanti uomini, anche se non è di questo che voglio scrivere.
Quello che vorrei invece portare all’attenzione vostra e dei lettori della Gazzetta, è quello che abbiamo, io e la mia compagna, visto e vissuto nel reparto di Ostetricia dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.
In quei giorni in cui si vive in un limbo tra attesa, speranza, paura, gioia e sofferenza abbiamo vissuto questa esperienza aiutati e supportati da un gruppo di donne straordinarie.
Ho in testa mille momenti significativi, fatti di parole e di atti, di professionalità ed empatia.
Ricordo con emozione i volti di queste professioniste, ricordo quando siamo arrivati la prima notte e siamo stati accolti dalle due giovani ostetriche entrambe di nome Sara, ricordo il volto e le parole di Anna che ci ha accompagnato con pazienza e amore durante quella notte del primo dicembre e che per prima ha visto insieme alla sua collega Lorenza il volto della nostra piccola, ricordo le dolci maniere di Elena che per prima ci insegnava a lavare la nostra bimba.
Ho nel cuore un’immensa gratitudine per tutte queste donne, e consapevolezza del bellissimo e straordinario lavoro che fanno.
Ogni volta che, anche recentemente come sappiamo nel caso di Nilde Iotti e dei commenti assurdi che un quotidiano nazionale ha fatto, sento e vedo sminuire o peggio ancora ridurre a mero compendio sessuale il ruolo fondamentale che le donne hanno nella nostra società e nella nostra vita di uomini, provo una enorme e profonda tristezza.
Provo vergogna per quegli uomini, provo paura per una società e una forma culturale che non voglio per le donne della mia vita, e purtroppo anche un po’ di rassegnazione perché vedo che ancora oggi molti uomini non riescono a capire la gravità di questa forma mentale e culturale che li domina.
Spero e mi auguro che ogni uomo e donna, padre e madre, possano crescere e educare i propri figli in maniera da rivoluzionare, perché di rivoluzione culturale si parla, totalmente questo modo di vedere, trattare e parlare delle donne e con le donne. —
Maurizio Terenziani
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