Si credeva protetto da uno stregone Preso dalla polizia il boss dello spaccio
Un nigeriano di 36 anni arrestato al Campo di Marte 2 Sequestrati 900 grammi di marijuana e tremila euro
«Con questo rito, che sto per farti, da domani sarai invisibile alla polizia e immune ai controlli», parola di stregone. Si era rivolto a un “santone”, per ottenere la protezione per sè, per la propria famiglia e per l’attività illecita di trafficante di droga, il 36enne nigeriano Isaiah Ikechukwu Uwadia, accusato dagli investigatori della squadra mobile di Reggio di essere il boss di una banda nigeriana dedita allo spaccio di marijuana in città e arrestato mercoledì, insieme a un connazionale, dai poliziotti.
Si era anche lamentato, Uwadia, nei confronti dello stregone, dopo che – dal 22 ottobre scorso a domenica 8 dicembre – la polizia reggiana aveva arrestato tre suoi corrieri, sequestrando oltre sei chili di marijuana diretta a lui. Emerge dalle intercettazioni, alle quali il trafficante di droga nigeriano era sottoposto dal settembre scorso: martedì, dopo l’ennesimo arresto, che ha inferto l’ennesimo duro colpo alla sua attività, Uwadia ha telefonato allo stregone per protestare ma è stato rassicurato: «Sei trasparente, i poliziotti non ti possono vedere, e infatti finora non ti hanno arrestato... Ma ora faccio un nuovo rito: dovrai aspettare 24 ore e da domani (mercoledì, ndr) sarai di nuovo invincibile».
Ma, proprio mercoledì, in seguito a un controllo avvenuto al Campo di Marte 2, il parco che si trova tra l’Ospizio e il Villaggio Stranieri, Isaiah Uwadia è stato trovato in possesso di alcuni grammi di marijuana, già suddivisi in dosi. Gli agenti, coordinati dal sostituto procuratore Iacopo Berardi, hanno così deciso di perquisire l’abitazione di via Turri in cui l’uomo risulta residente e una in viale Magenta, a sua volta nella disponibilità del 36enne, dove sono spuntati circa 900 grammi di marijuana e più di tremila euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
In viale Magenta, dove sono stati trovati 800 grammi di sostanza stupefacente, i poliziotti hanno anche arrestato un secondo uomo, il 25enne nigeriano Jacob Azobu, che ieri mattina è stato scarcerato dopo che in tribunale Uwadia si è assunto tutta la responsabilità di quella marijuana.
Secondo il capo della squadra mobile della questura di Reggio, il dottor Guglielmo Battisti, che ieri mattina ha presentato in conferenza stampa l’operazione, Isaiah Uwadia non sarebbe un semplice spacciatore ma un vero e proprio trafficante di stupefacente, gravemente indiziato di importare – attraverso corrieri più giovani di lui, arrestati nel tempo proprio a Reggio Emilia – importanti carichi di marijuana.
Ci avevano visto lontano gli investigatori, l’estate scorsa, quando decisero – dopo averlo fermato con pochi grammi di stupefacente – di tenerlo sotto controllo. Uwadia, su decisione dello stesso pm Berardi e della squadra mobile, è stato sottoposto a intercettazioni che hanno permesso di sequestrare, nel tempo, oltre sei chili di marijuana. Uwadia era l’organizzatore e il destinatario di vari carichi di marijuana importati a Reggio. I corrieri e la droga arrivavano in treno, alla stazione vecchia: la marijuana, per confondere i cani antidroga, veniva riposta in zaini ricoperi di profumo. In alcuni casi, per confondere ancora di più il fiuto dei cani, dentro lo zaino pieno di marijuana veniva infilata anche una carcassa di animale.
Dopo i primi sequestri e arresti messi a segno dalla polizia reggiana, però, la “materia prima” cominciava a scarseggiare, tanto che Uwadia – per rifornirsi di droga – aveva dovuto ampliare il proprio raggio d’azione e mandare i propri corrieri fino a Roma per rifornirsi. —
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