Uwadia scagiona l’amico che viene subito scarcerato
reggio emilia. Uno è libero, l’altro è rimasto in carcere: merito del “capo” Uwadia, che ha scagionato l’amico. Questo l’esito dell’udienza di convalida svoltasi ieri mattina nel carcere della Pulce a carico dei due nigeriani, entrambi accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Jacob Azobu, 25 anni, ha risposto alle domande, dichiarandosi del tutto estraneo alla vicenda, forte del fatto che lo stupefacente è stato trovato nell’appartamento dov’era ospite. Il 25enne, residente a Ferrara da quattro anni, ha raccontato di essere venuto a Reggio per festeggiare il suo compleanno insieme alla fidanzata, una connazionale che risiede in città; perciò era ospite per qualche giorno da Uwadia.
L’avvocato difensore Tommaso Lombardini ha chiesto la revoca della misura cautelare o in subordine una misura meno afflittiva.
Una versione confermata dallo stesso Isaiah Ikechukwu Uwadia, 36 anni, considerato al vertice della filiera dello spaccio. Il 36enne, nel confermare che l’ospite non c’entrava nulla, ha ammesso che la droga era di sua proprietà.
L’avvocato difensore Franco Beretti ha chiesto una misura cautelare più lieve, come l’obbligo di dimora; su Uwadia però hanno pesato i precedenti penali specifici, visto che è già stato condannato in via definitiva per spaccio. Così, sebbene il pm Iacopo Berardi abbia sostenuto le esigenze cautelari per entrambi i nigeriani, il Gip Andrea Rat, che in un primo tempo si è riservato, ha deciso: libero Azobu (non sussistono elementi che lo colleghino direttamente all’attività di spaccio, al massimo poteva essere consapevole di quello che faceva il suo connazionale ma allo stato le prove disponibili non consentono di dimostrare «un consapevole contributo causale»), detenzione per Uwadia. —
Am.P.
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