Gazzetta di Reggio

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San prospero strinati 

Ruba 1.300 euro a un uomo che lo ospita ma il derubato insegue il ladro e lo ferisce

Tiziano Soresina
Ruba 1.300 euro a un uomo che lo ospita ma il derubato insegue il ladro e lo ferisce

Per l’accoltellamento finisce nei guai anche il 53enne che ha subìto il furto. In tribunale il brasiliano arrestato nega

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Una vicenda talmente strana e movimentata che nel giro di poche ore arriverà un ridimensionamento in tribunale anche se un processo vi sarà fra due mesi.

Per i carabinieri tutto parte – ieri notte, intorno alle due e mezza – quando un reggiano di 53 anni mentre si appresta a prendere un taxi per rincasare viene avvicinato da un brasiliano che gli chiede se può dividere le spese relative alla corsa del taxi dovendo anche lui recarsi nello stesso quartiere a San Prospero Strinati.

Arrivati a destinazione il brasiliano sostenendo di non aver posto per dormire chiede ed ottiene ospitalità dal 53enne che lo fa entrare a casa. Mentre gli prepara il divano, dove farlo dormire, l’ospite notando la presenza sul tavolo della somma di 1.300 euro, destinata al pagamento delle spese funebri della madre del proprietario di casa, prende i soldi, guadagna l’uscita e scappa.

Mosse non sfuggite al derubato che istintivamente si arma di un coltello da disosso ponendosi all’inseguimento del brasiliano.

Dopo averlo raggiunto viene aggredito dal fuggitivo che lo colpisce a calci e pugni. Nel corso della colluttazione per difendersi il 53enne colpisce con il coltello l’avambraccio dell’aggressore che riporta una ferita guaribile in 8 giorni.

Un testimone allerta il 112 dei carabinieri che intervengono immediatamente con una pattuglia della sezione radiomobile della compagnia di Reggio Emilia.

Raffreddati gli animi sino a quel momento ancora accesi, i carabinieri prendono il coltello ancora sporco di sangue, assicurano i soccorsi al brasiliano trovato in possesso dei 1.300 euro appena sottratti e ricostruiti i fatti provvedono ad arrestare l’operaio brasiliano 36enne Correa Mendes (in regola con il permesso di soggiorno) per rapina impropria e denunciano il 53enne, pure lui finito nei guai per lesioni personali aggravate.

Momenti concitati che in tarda mattinata “rimbalzano” al Palazzo di Giustizia e in udienza il brasiliano – difeso dal legale Matteo Marchesini – ricostruisce la storia in modo diverso, a tratti confuso, partendo dal fatto che nella notte ha alzato un po’ il gomito e di non ricordarsi di essere stato nell’abitazione del 53enne.

Conferma comunque di aver incontrato il reggiano in un locale fuori città, come quel passaggio per rientrare a casa. Poi dice di aver rifiutato le avances del 53enne.

Sui soldi spiega che li aveva in tasca, avendoli ritirati da poco in banca, dato che deve versare il mantenimento per la figlia che vive con la compagna.

Insomma, nega di aver preso i 1.300 euro dall’abitazione del “benefattore” che l’aveva ospitato, anche se sull’entità della somma rimane qualche incertezza in udienza.

Al termine il pm Iacopo Berardi – che coordina l’indagine – chiede gli arresti domiciliari per il 36enne, mentre il difensore punta sulla liberazione del proprio assistito, ritenendo non provato il reato contestato («Il ferito è Mendes e il coltello l’aveva l’altro»). Dopo una buona mezz’ora di camera di consiglio il giudice Sarah Iusto esce con la derubricazione dell’accusa a furto, non ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza per la rapina impropria. Reato di furto che non fa scattare alcuna misura cautelare. Quindi il brasiliano è tornato in libertà e sarà processato il 13 febbraio.

«È una situazione piuttosto intricata – commenta a fine-udienza l’avvocato Marchesini – e sarà il vaglio processuale a fare chiarezza sui vari passaggi». —





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