A scuola il nastro biancorosso perché le scale sono pericolose
È una delle iniziative della nuova dirigente contestate da insegnanti e genitori «Occorre valutare se questa rivoluzione ha ricadute negative sulla pedagogia»
NOVELLARA. «Bisognerebbe valutare quanto tutto questo rivoluzionamento, o modo di operare, portato di recente dalla nuova dirigente dell’istituto comprensivo di Novellara possa avere ricadute negative sugli aspetti pedagogici. La scuola è anche un luogo di condivisione democratica delle scelte. Ultimamente molte cose sono state imposte dall’alto, e francamente questa non è democrazia». È lo sfogo di una insegnante preoccupata dai cambiamenti attuati e dai progetti cancellati dalla professoressa Lucia Valentini, da circa tre mesi nuova dirigente dell’istituto comprensivo di Novellara, che annovera la scuola d’infanzia Il Girasole, la scuola primaria Don Milani e la scuola media di primo grado Lelio Orsi. Ad esempio: chiusa la cucina per i laboratori, e niente panettone in classe.
Genitori e docenti confermano la situazione che si è venuta a creare un mese fa quando, nel vano scale, sotto forma di “liane” (alcune ancora presenti) sono stati fatti penzolare nastri biancorossi da cantiere per segnalare il pericolo ai bambini che eventualmente avessero voluto sporgersi. E questo in virtù di quanto avvenuto in una scuola di Milano in cui un bambino, precipitato dalle scale, ha perso la vita.
Pare che poi il sindaco Elena Carletti abbia provveduto ad eliminarle in gran parte, così come ha fatto togliere le catenelle alle finestre che si aprivano nel vuoto. Tuttavia, dopo l’articolo pubblicato ieri dalla Gazzetta, sono emerse nuove criticità sul modus operandi della nuova dirigente: «Più che il panettone, in classe bisogna sottolineare i compleanni che vengono negati alla scuola materna – afferma una insegnante –. Era un’occasione e un momento importante di condivisione».
Genitori e insegnanti si erano lamentati per un’eccessiva burocratizzazione relativa ai moduli da compilare, un mese prima, ad ogni uscita extrascolastica, quando invece prima bastava una sola autorizzazione per tutto l’anno scolastico. La dirigente Valentini ha replicato che «vuole informare i genitori dove vanno i loro figli ad ogni uscita».
C’è poi la questione dei distributori di bevande, che neppure l’ex dirigente ha voluto installare dentro la scuola. «Ordiniamo il caffè o il tè al bar – spiega una insegnante – poi riceviamo tutto dalla cancellata come fossimo carcerati». —
M.P.
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