Reggio Emilia, alunni, genitori e professori si alleano a scuola contro il bullismo
Domani una giornata di studi a cura dell’istituto Galilei «Per poter risolvere i problemi è necessario conoscerli»
REGGIO EMILIA. Non abbassare mai la guardia rispetto al bullismo. È l’obiettivo di “Stendiamo il bullismo”, iniziativa che si svolge domani nella scuola media di Massenzatico, che fa capo all’Istituto Comprensivo “Galileo Galilei”, diretto dalla docente Rosaria Perillo: una giornata di studio, la 14esima organizzata dall’istituto, durante la quale alunni, docenti e genitori saranno insieme contro ogni forma di violenza e prevaricazione. «La prevenzione del bullismo è un fatto di cultura, una pratica di quotidianità, che alla Galilei portiamo avanti senza infingimenti - afferma il professor Giorgio Cangiano, curatore del progetto e referente d’Istituto per il coordinamento delle attività di contrasto di bullismo e cyber bullismo – Un problema che per poterlo risolvere occorre conoscerlo: per arginarlo occorre una rete di risorse integrate, capace di affrontare le problematiche che di volta in volta si presentano».
LE INIZIATIVE
Alla giornata parteciperanno il sindaco Luca Vecchi, l’assessore Raffaella Curioni, il Commissario capo della Questura, Carlo Maria Basile, e la dirigente dell’istituto, Rosaria Perillo. Due le performance : “Mi chiamo Giancarlo Catino e credo nell’amicizia”, monologo recitato qualche anno fa da Paola Cortellesi, reinterpretato dai ragazzi di 2a F, diretti dalla professore Barbara Degni. Gli alunni di 1a F invece presenteranno, dal libro di Cristina Stocchi “Favole in Wi Fi”, la rielaborazione di un brano su come difendersi dalle insidie della rete, utlizzando la tecnica narrativa orientale dello Kamishibai, illustrata con tavole da loro stessi realizzate. Agli alunni sarà inoltre consegnato l’opuscolo “Bullismo3, Genitori e il bullismo visto dai ragazzi”.
IL FENOMENO
Per Cangiano, «alcuni aspetti comportamentali degenerativi, manifestati da tanti nostri ragazzi, sono il risultato di fattori educativi non corretti a monte. È fondamentale, quindi, abituarli fin dalla più giovane età alle buone prassi». Di qui la giornata di studi, basata sulla cultura della legalità, della prevenzione e del rispetto, considerata «antidoto contro ogni forma di violenza e prevaricazione». Dal docente che organizza l’iniziativa, arriva «un invito alle vittime di non nascondersi chiudendosi nella solitudine e subire passivamente ma, parlare sempre con la famiglia, l’insegnante, bidelli, l’allenatore, l’adulto di riferimento, i compagni. Il silenzio è il miglior alleato del bullo. Essere vittima di tali fenomeni può portare a sensi di colpa, scarsa autostima, fobie, senso di rassegnazione e disturbi comportamentali».
I SEGNALI
«Il bullismo è un fenomeno sociale preciso da non confondere con la delinquenza comune – aggiunge Cangiano – Ha peculiarità precise: intenzionalità, sistematicità, asimmetria di potere fra le parti coinvolte. Ci sono diverse forme: diretto, verbale, indiretto e ora sempre più il “cyber”, sviluppato attraverso la rete. È un atto di prevaricazione e violenza, intenzionale ripetuto nel tempo, compiuto da un soggetto “forte”, il bullo, nei confronti di persone più deboli, le vittime». Il docente ricorda che «i bulli sono di solito persone conosciute dalla vittima», aggiungendo che «i genitori gli insegnanti o l’adulto di riferimento devono imparare a cogliere i segnali che i ragazzi possono mandare o nascondere». Nella scuola è stata inoltre avviata una rilevazione: un questionario anonimo, rivolto alle classi prime per comprendere meglio la percezione che i ragazzi hanno del bullismo. «I risultati, oggetto di analisi nei Consigli di classe permetteranno di delineare insieme ulteriori e più rapide azioni d’intervento». —
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