Gazzetta di Reggio

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IL COMMERCIO IN CENTRO STORICO 

La salumeria “Piccola” boutique delle prelibatezze

Roberto Giampietri
La salumeria “Piccola” boutique delle prelibatezze

La bottega di via Antonio Franzoni compirà un secolo di vita nel 1922 Sergio Paderni e la moglie Romana Iotti la gestiscono ormai da sedici anni

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Sarà anche piccola, la Piccola. Sarà anche piccola, la salumeria Piccola. Ma ha una storia grande così. Una storia che ha preso il via nel 1922 e che si avvicina al secolo. Entriamo, c’è profumo di buono. E, in fondo anche se non troppo in fondo, c’è la seggiola come capita spesso ci sia la seggiola nei piccoli negozi. «È un po’ la seggiola delle chiacchiere – dice Sergio, il titolare di bottega – È un po’ la seggiola che è un punto di appoggio per chi, magari un pochino più anziano di altri, ha le gambe un po’ traballanti. E, in attesa di far spesa, si accomoda lì».

Sergio il titolare è Sergio Paderni, anni 60 tondi tondi. Sergio e la moglie Romana Iotti gestiscono il negozio dal 2003. «Prima ci sono stati i fratelli Carlo e Renato Ferretti. Hanno aperto nel 1922, sempre qui in via Franzoni. Poi sono subentrati Ermanno Ferretti e la moglie Rosanna: eravamo agli inizi del 1960. Da sedici anni, poi, ci siamo noi».

La salumeria Piccola si chiama Piccola perché è a due passi dalla piazza piccola. Che è poi “piàsa ceca”. Che è poi piazza San Prospero. Centro che più centro non si può. A proposito, come se la passa il centro?

«La situazione – dice – è di sofferenza in un po’ tutte le città. I piccoli negozi fanno fatica. Vuoi per l’offerta, vuoi per l’accessibilità, i problemi sono comuni a tante realtà. Vuoi anche per internet, che ha cambiato il modo di comprare della gente. Anche se, a dire il vero, il nostro settore ne ha risentito meno di altri. Con i prodotti di una salumeria fare acquisti on line è più complesso».

Giusto, i prodotti. I prosciutti sono tutti in bella mostra, appesi al soffitto. Così come i salami e le tante altre prelibatezze che assiepano gli scaffali. Il profumo di buono accarezza le narici e dà la sveglia all’appetito. Ci sono eccellenze enogastronomiche in ogni angolo. Della nostra Emilia e non solo.

«La cura e l’attenzione verso il cliente credo siano il segreto per far sì che un’attività vada avanti per così tanti anni – dice Sergio – Oltre alla fiducia che si instaura. L’80% dei nostri clienti passa in negozio ogni giorno. Alcuni ci hanno chiesto di poter fare acquisti via internet, ma noi preferiamo rimanere così: i clienti bisogna coccolarli».

I clienti, alla Piccola, sono il numero 73 o il numero 74. Ma sono soprattutto l’Elvira, la Paola, Riccardo e Renato. «Il numero ce l’hanno chiesto perché poteva capitare che, in certe occasioni, si accumulasse parecchia gente in negozio e che dopo qualcuno storcesse il naso su chi ci fosse prima o dopo. La mia storia? Sono macellaio da oltre 40 anni. Mia moglie Romana e io andiamo avanti con passione perché il lavoro non manca e perché non sapremmo stare senza il contatto con la gente. Meraviglioso. Aneddoti? Abbiamo avuto l’onore di servire Dario Fo. Alla sera sarebbe andato in scena al Valli».

Nel mentre entra l’Ilde, ottanta anni o giù di lì. «Buongiorno Ilde» dice Sergio. «Buongiorno Sergio, finisca pure col giovanotto. Non ho mica pressia…». —





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