«Accordi e impegni presi non furono rispettati e pagarono i lavoratori»
L’ex segretario della Fiom in campo con Emilia Romagna Coraggiosa «Ricordo ancora i presìdi, il suo nome non mi entusiasma affatto»
IL SINDACALISTA
È pesante il sassolino che Sergio Guaitolini si toglie dalla scarpa dopo avere appreso che nella campagna elettorale per le Regionali avrà al suo fianco come alleato di coalizione Carlo Fagioli, cioè la controparte imprenditoriale della vertenza che vide soccombere la Cgil, di cui Guaitolini è stato segretario della Fiom.
Guaitolini, candidato di Emilia-Romagna Coraggiosa, rinfocola l’asprezza di quella battaglia: «Apprendo dalla stampa – scrive – che Carlo Fagioli si candiderà per la lista civica Bonaccini Presidente. Devo dire in tutta sincerità che la notizia non mi entusiasma affatto. La famiglia Fagioli è a capo della Snatt logistica, e lo era anche nel 2010 quando si aprì la lunga e pesante vertenza Gfe-Snatt. Per il lavoro che svolgevo allora, ho seguito e partecipato in prima persona alla lotta dei lavoratori della Gfe otto anni fa, con il presidio davanti al Palazzo della Provincia e della Prefettura, per settimane di giorno e di notte, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori, per rivendicare il diritto alla riassunzione e all’applicazione di un contratto nazionale che garantisse i loro diritti e un’equa retribuzione. Come finì quella vertenza è noto: un accordo che purtroppo non vide realizzati gli impegni presi e, come spesso accade in questi casi, una sola parte, quella dei lavoratori, ne pagò pesantemente le conseguenze».
Nel rievocare la vicenda Guaitolini attribuisce alla classe imprenditoriale la responsabilità delle condizioni di sfruttamento in cui versavano gli addetti al facchinaggio. Riconosce, viceversa, alle forze di centro sinistra che governano la Regione il merito di essere poi intervenute efficacemente per migliorare i loro rapporti di lavoro.
A suo avviso il sindacato, benché sconfitto, ebbe il merito di denunciare la situazione e sollecitare l'intervento della politica. «Dopo quella vertenza – sottolinea Guaitolini – con l’incremento dell’utilizzo degli appalti e dei subappalti e a fronte delle rilevanti infiltrazioni della malavita nelle attività economiche, per promuovere la legalità e la valorizzazione del lavoro nel settore appalti e nello specifico del facchinaggio, la giunta regionale deliberò nel quadro applicativo della Legge regionale n° 18/2016, una tabella di costo minimo orario. Nel 2018 venne firmato un protocollo con le rappresentanze dei lavoratori sulle procedure di appalto in sanità, con l'obbligo dell'applicazione dei contratti nazionali e le clausole sociali a garanzia della continuità occupazionale».
Questo è il motivo per cui l’ex-sindacalista sostiene Bonaccini dal versante di sinistra della coalizione, la lista Emilia-Romagna Coraggiosa di fatto contrapposta alla sponda rappresentata dalla lista di Fagioli. Al presidente della Regione, Guaitolini riconosce di avere governato bene, con grande disponibilità e attenzione al mondo del lavoro, in particolare nell'affrontare grosse crisi aziendali, perseguendo prioritariamente la salvaguardia dell’occupazione. —
L.S.
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