«Ammirazione per la donna che ha affrontato i ladri»
«Si è comportata in modo esemplare. Ha fornito dati molto precisi che spero possano portare a un arresto. Aiutiamo chi installa antifurti»
RUBIERA. «Mirca si è comportata in maniera esemplare, fornendo ai carabinieri, ma anche agli altri cittadini iscritti al gruppo di controllo di vicinato, in modo giusto e tempestivo, dati precisi che certo saranno molto utili per le indagini».
Così il sindaco Emanuele Cavallaro sulla mamma coraggiosa (Mirca è un nome inventato per tutelarne la privacy) che sulla Gazzetta in edicola ieri ha raccontato il suo incontro-scontro con i ladri che stavano per entrare nella casa del vicino, in via Goldoni. La donna, in pochi attimi, ha messo al sicuro la figlioletta che era con lei, ha chiamato i carabinieri e ha fatto scappare i malviventi, rischiando anche grosso: uno dei malviventi l’ha minacciata, e la banda ha cercato d’investirla con l’auto usata per la fuga, di cui Mirca ha riferito il numero di targa ai carabinieri.
«Auspico che la “precisione” di Mirca possa portare a un arresto – prosegue Cavallaro – come è accaduto già due volte negli ultimi mesi, da parte dei carabinieri di Rubiera. Esprimo pubblicamente la mia solidarietà e ammirazione a Mirca, dopo averlo fatto in privato». A Rubiera i cittadini hanno una “arma” in più per dissuadere i malviventi da compiere furti nelle abitazioni. Lo ricorda il primo cittadino. «Fino al 31 dicembre è possibile presentare domanda per il bando “Rubiera + Sicura”, che concede ai privati contributi (fino al 50% e fino a 500 o 1.000 euro a seconda dei casi) per installare videosorveglianza, antifurti, inferriate e vetri antisfondamento, illuminazione nelle zone esterne non servite. Ci sono state 121 domande e siamo pronti a integrare il budget (55mila euro complessivi) visto il successo dell’iniziativa». Cavallaro poi non sottace il tema dai più sentito della certezza della pena. «I furti di questo genere creano una preoccupazione che è molto più alta di quella che il “sistema” gli riconosce: se qualcuno ti dà un pugno per strada, passato il dolore si può dimenticare. Ma la violazione dello spazio degli affetti ti resta appiccicato per mesi. E le statistiche che dicono che i numeri sono in calo non bastano a lenire queste ferite. Sapere, invece, che il responsabile è stato individuato e, soprattutto, punito dalla legge, sì». —
M.F.
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