Il nuovo rettore loda Reggio «È tra gli atenei più brillanti»
Carlo Adolfo Porro ieri in città per tracciare bilanci e delineare nuovi orizzonti «Se proseguirà lo stesso incremento di nuove matricole raggiungerà Modena»
REGGIO EMILIA. La visita reggiana di Carlo Adolfo Porro è servita anche a tracciare alcune linee guida sul futuro di Unimore e delle due sedi che la compongono. «L’Università di Modena e Reggio – ha spiegato il nuovo rettore – è una delle poche in Italia fatte a rete, vale a dire con la stessa dignità dei poli che la compongono. Reggio Emilia in particolare è “rinata” solo una ventina di anni fa, ma è fra le più brillanti, per la dinamica di crescita. Se proseguirà lo stesso incremento di nuove matricole Reggio e Modena finiranno per appaiarsi come numero di iscritti. Puntando naturalmente a contenere e possibilmente ridurre gli “abbandoni” da parte di studenti che si arrendono prima di conseguire il titolo di laurea. Unimore per fortuna non lamenta più di tanto questo spiacevole fenomeno».
Naturalmente, ha precisato Porro, servono spazi, strutture adeguate per supportare la forte ascesa dell’organizzazione accademica ed in questo senso entrambi i capoluoghi si stanno attrezzando. A richiesta si è soffermato su alcune novità e confermato gli impegni principali la nostra città.
«Nel campus di San Lazzaro – ha dettagliatamente riferito – è in partenza l’ampliamento di spazi per Ingegneria nel padiglione di Villa Marchi. Nascerà uno studentato capace di offrire 75 posti letto e verrà creato un Auditorium utilizzabile sia per la didattica che per convegni. Inoltre nella stessa zona, dallo scorso ottobre, abbiamo acquisito dall’Ausl un’area in cui dovrebbe sorgere un nuovo edificio per i corsi di Ingegneria dotato di aule di grandi dimensioni e di laboratori utili e necessari sia per lo stesso Dipartimento che per Agraria. Tutto questo se troveremo le necessarie risorse e dunque per il momento i tempi non sono ancora prevedibili. Ma è un obiettivo concreto».
Non poteva infine mancare il riferimento all’ex seminario vescovile reggiano. «È una opportunità di rilievo e di sostanza in corso di esecuzione. Mi dicono che nel volgere di un anno sarà quasi tutto pronto e penso che potrà diventare pienamente utilizzabile dall’inizio dei corsi dell’anno accademico 2021-22. È una ulteriore tangibile conferma dell’impegno per la crescita del polo reggiano di Unimore e per l’ulteriore ascesa dell’Università. In questa provincia esistono vari studi che ne potranno beneficiare. Penso ad economia, alle materie umanistiche, ad ingegneria ed agraria, oltre che al settore della medicina con corsi medico-sanitari, di infermeria, riabilitazione ed altro ancora. Per Reggio ci sono quindi ulteriori potenzialità di crescita». —
L.V.
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