Pene di 4 e 3 anni per due spacciatori
Restano entrambi in carcere. Vendevano droga in stazione Sono finiti nei guai per centinaia di cessioni di eroina e coca
REGGIO EMILIA. Cessioni di droga a centinaia – fra cocaina ed eroina – nella zona della stazione.
Su questo spaccio ramificato si è concentrata l’udienza preliminare con due disoccupati nigeriani alla sbarra: Victory Aligbe (23 anni, difeso dall’avvocato Laura Ferraboschi) e il coinquilino Julius Omoruyi (30 anni, tutelato dal legale Gisella Mesoraca).
L’UDIENZA
Giudicati con rito abbreviato, per entrambi il pm Iacopo Berardi ha chiesto la condanna a 6 anni di reclusione. La Procura ritiene non solo grave questa vicenda – nei momenti subito successivi al doppio arresto (avvenuto il 20 giugno scorso) la squadra mobile ha fatto intendere d’aver sgominato una organizzazione di livello elevato – ma anche emblematica di quanto avviene in quell’angolo della città.
I difensori hanno contestato l’ingente quantità di droga evidenziata dall’accusa, puntando sulle singole cessioni come fatti autonomi, non in continuazione. Chiesta poi l’assoluzione per l’accusa di ricettazione («Non è provata») relativa a dei telefonini in loro possesso ma risultati rubati. Dalla camera di consiglio il gup Dario De Luca è uscito con una doppia condanna che mantiene in cella alla Pulce i due nigeriani: 4 anni di carcere per Aligbe (considerato dagli inquirenti con ruolo apicale) e 3 anni a Omoruyi. L’indagine è partita nel marzo scorso da un primo spunto: una singola cessione di droga, da parte di Aligbe, nel campo da basket del parco delle Paulonie, seguita da altre due cessioni dello stesso tra il campo di basket e la Coop di via Sani e da un’altra di Omoruyi.
I PEDINAMENTI
I due scendevano da casa il tempo necessario per consegnare la dose. Sono scattati i pedinamenti, le intercettazioni e i filmati della Mobile. Grazie alle conversazioni via telefono, a maggio in piazzale Marconi sono state fermate due 27enni (con rispettivamente 12 e 11 ovuli in corpo di cocaina scovati con le radiografie)che avrebbero dovuto rifornire Aligbe, che si è in seguito lamentato di aver perso il carico. Nel frattempo, tramite i tabulati telefonici, è continuato l’approfondimento degli investigatori, coordinati dal pm Berardi.
Sono stati ascoltati decine di clienti: i cinque acquirenti più significativi hanno permesso di ricostruire «la rilevante attività di spaccio».
Come la vendita, in un sol colpo, di dodici dosi, all’interno di circa 500 cessioni in pochi mesi. La clientela era la più vasta: gli adulti per l’eroina, i consumatori trasversali della cocaina. Elementi che hanno arricchito il fascicolo a disposizione della Procura, restituendo un quadro completo. Fino al 20 giugno scorso, quando la Mobile ha deciso di eseguire il blitz nel domicilio che i due nigeriani, che occupavano la medesima stanza in un appartamento di via Turri.
Nella camera da letto del 23enne e del 30enne sono state sequestrate 54 dosi per circa 33 grammi di eroina, 1.500 euro in contanti, ritagli di cellophane e materiale per il confezionamento delle dosi, sei cellulari, tre sim card e due adattatori per sim card, sintomo del vorticoso turn over di telefonini e di schede che i previdenti pusher utilizzavano – invano – per non essere captati. —
T.S.
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