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Stalking, l’ex marito nega «Eravamo tornati insieme»

Il 48enne agli arresti domiciliari oggi affronterà in tribunale l’udienza di convalida dal gip È accusato di atti persecutori nei confronti dell’ex moglie 

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FABBRICO. Si terrà questa mattina – in tribunale a Reggio Emilia – l’udienza di convalida dell’arresto del 48enne che è accusato di atti persecutori nei confronti dell’ex moglie.

UDIENZA DELICATA

L’ex coniuge da sabato sera è agli arresti domiciliari nella sua abitazione e stamattina, davanti al gip Andrea Rat, sarà difeso dall’avvocato modenese Corrado Corradi. Un’udienza che la difesa ritiene importante per spiegare la situazione, perché all’avvocato Corradi risulta che effettivamente i due sono divorziati (lei è un’operaia coetanea dell’ex marito) ma anche che fra loro la relazione sentimentale era ripresa («Erano tornati insieme»).

UN INCUBO

La ricostruzione dei carabinieri parla, invece, di un uomo divenuto di recente assillante se non pericoloso.

Ha iniziato a tempestarla con centinaia di telefonate a ogni ora del giorno e della notte, così come ci sono stati continui pedinamenti, sia quando la donna usciva a fare la spesa che quando andava a lavorare. E poi appostamenti sotto casa, dove l’uomo negli ultimi giorni si presentava sovente pretendendo di entrare. Fino a sabato sera, quando la donna se lo è trovata davanti all’uscita dal lavoro. E nonostante fosse riuscita a mettersi in macchina, lui ha iniziato a seguirla.

SABATO SERA

L’ennesimo pedinamento, l’ennesima persecuzione da parte dell’ex marito che non accetta la fine di quel matrimonio. Ha provato ad andare verso casa, ma non c’è riuscita e, temendo altre conseguenze, ha raggiunto la caserma dei carabinieri di Fabbrico.

IN CASERMA

È a loro che la donna ha chiesto aiuto; sono i militari che sono subito intervenuti arrestando l’ex marito con l’accusa di atti persecutori, in flagranza. L’ex moglie negli ultimi tempi, per colpa della condotta del 48enne, era stata costretta a cambiare le sue abitudini per cercare di evitarlo, per sottrarsi a quelle sue attenzioni morbose. —

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