I primi dieci anni di vita della nuova Bonifica
Novellara. Era l’autunno del 2009 quando, dalla fusione degli storici consorzi di bonifica Parmigiana Moglia e Bentivoglio Enza nacque, grazie alla Legge di riordino 5/2009, un’unica realtà denominata Emilia Centrale. Una realtà che oggi abbraccia quattro province (Reggio, Modena, Parma , Mantova) e può contare su circa 200 membri dello staff operativo e una rara capacità progettuale che negli ultimi anni ha consentito all’ente di corso Garibaldi di ottenere ingenti finanziamenti dai diversi Ministeri da investire sul territorio a sostegno e difesa delle comunità e delle produzioni agroalimentari locali. Ma al teatro Tagliavini, gremito sabato in ogni ordine di posto, l’attenzione del pubblico presente all’incontro è andata soprattutto alle diverse sfide che il “nuovo” Consorzio ha dovuto affrontare in questi due lustri di attività, interventi capillari sulla lunghissima rete di oltre 3000 chilometri che l’ente governa. Sfide impegnative che comprendono quelle straordinarie emergenze sismiche, alluvionali e causate da dissesto idrogeologico che hanno visto impegnato tutto il personale full time nei periodi cruciali di maggior crisi.
A scandire il ritmo della mattinata, dopo l’introduzione del sindaco Elena Carletti gli interventi di tutti i capi settore del Consorzio in rappresentanza dell’intero personale in attività e i presidenti che si sono alternati alla guida della governance dell’Emilia Centrale a partire, tra gli altri, da Marino Zani, il presidente attuale Matteo Catellani e la vice presidente Arianna Alberici: personalità dalle caratteristiche differenti, ma dalla visione comune improntata alla valorizzazione delle migliori doti dei propri uomini sul territorio a partire dal solido coordinamento esercitato dal direttore generale Domenico Turazza, figura di continuità di tutte le amministrazioni che si sono avvicendate. Le conclusioni sono state affidate al neo coordinatore di Anbi Emilia Romagna, l’associazione che rappresenta tutti i consorzi di bonifica, Alessandro Ghetti. —
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