Il candidato Carlo Fagioli cerca i voti della minoranza
Iotti: «Scambio di idee, non una indicazione di voto. Ognuno di noi alle urne sceglierà come preferisce». Lugli: «Starebbe bene pure nelle liste di destra»
sant’ilario. «Un modo per conoscersi e una riflessione interessante, quella con Carlo Fagioli: il che non significa che lo appoggiamo. Di certo è importante avere un rappresentante della Val d’Enza in Regione». Così Alberto Iotti, di “Alternativa civica”, commenta l’incontro di lunedì sera con Fagioli – candidato per la lista Bonaccini – al centro culturale Mavarta. Le regionali del 26 gennaio sono dietro l’angolo e i candidati sondano il territorio a caccia di sostegno, compresi i gruppi di opposizione. L’imprenditore santilariese non fa eccezione. “Alternativa” alle amministrative di maggio ha avuto un lusinghiero 33%, contro il 40% del Pd. Da qui la richiesta di Fagioli di presentarsi al gruppo. «Una serata di conoscenza reciproca: uno scambio di idee, una chiacchierata di 2 ore – spiega Iotti –. Con molte domande da parte dei nostri su cosa ha intenzione di fare il candidato sul distretto per giovani, lavoro, sviluppo economico e infrastrutture. Io ho posto il tema della riforma dell’Unione». Alla domanda se “Alternativa” appoggerà Fagioli, Iotti distingue. «Ci siamo sempre definiti liberi, diversi e uniti. A livello comunale seguiamo il programma, mentre sulle elezioni nazionali, europee o regionali ognuno è libero di scegliere. Noi non diamo indicazioni di voto. Abbiamo già programmato incontri con gli altri candidati della Val d’Enza, Delmonte (Lega) e Cersosimo (M5S)». Sulla polemica sollevata contro Fagioli dall’ex segretario Fiom Sergio Guaitolini, Iotti glissa e cita Nanni Moretti: «Continuiamo così, facciamoci del male... Tutti hanno guardato con favore a persone che possono portare a Bologna i grossi problemi e le istanze del territorio».
Per Stefano Lugli, candidato presidente della lista “L’altra Emilia-Romagna”, la candidatura di Fagioli è un «pessimo segnale per il mondo del lavoro e restituisce l’immagine di una coalizione di centrosinistra guidata da un presidente che forse non si è accorto che occorre tutelarli, i lavoratori». Inoltre «è trainata da forze moderate e centriste vicine a Renzi, Casini e Calenda, in cui la sinistra svolge un ruolo subalterno». Una candidatura che «potrebbe stare benissimo anche nelle liste delle destre», visto «il profilo di una coalizione poco attenta ai bisogni dei lavoratori». —
Ambra Prati
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
