Gazzetta di Reggio

Reggio

salute e solidarietà 

La Montagna per alleviare i disagi psichici

Roberto Fontanili

Siglata una convenzione fra Cai e Ausl: previste 21 camminate per aiutare i pazienti del Servizio di salute mentale

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Per Davide, che è seguito da anni dal Servizio di salute mentale dell’Ausl reggiana, «il Cusna è una vetta magica e non importa in montagna arrivare primi o ultimi, ma camminare assieme».

Sta in queste poche parole, raccontate con l’entusiasmo e la passione di chi ha ripreso a camminare in montagna grazie al Cai reggiano, il cuore dell’esperienza di Montagnaterapia in cui escursioni, camminate e ciaspolate in gruppo, che spesso culminano con l’immancabile sosta a tavola, si sono rivelate un indovinato approccio terapeutico, riabilitativo e socio educativ, per persone con disagio psichico e mentale.

L’esperienza, che da cinque anni Ausl e Club alpino italiano di Reggio portano avanti proprio per favorire l’inserimento e la socializzazione delle persone seguite dal Servizio di salute mentale, con il tempo è diventata una pratica consolidata che è sfociata ieri nella firma di una convenzione tra Ausl e il Cai avvenuta nella rinnovata sede dell’associazione in via caduti delle Reggiano (zona Campovolo).

A sottoscrivere l’accordo per il 2020 e il relativo calendario, che prevede 21 uscite programmate per le persone con disagio psichico accompagnate da operatori sanitari e da volontari del Cai, sono stati il presidente del Club alpino reggiano Carlo Possa – che con 2.400 soci è trai più numerosi in regione – e il direttore del Dipartimento salute mentale e dipendenze patologiche, Gaddo Maria Grassi.

Al loro fianco Guido Zini, l’educatore del Servizio salute mentale e socio Cai che una decina di anni fa ha iniziato questa esperienza, poi diventata una pratica consolidata in tutta Italia. I fruitori di questo progetto sono stati negli ultimi cinque anni una quarantina di pazienti seguiti dal Servizio di salute mentale e che lo scorso anno, per la prima volta, oltre a effettuare escursioni e camminate in montagna hanno iniziato anche ad aiutare i volontari del Cai nella manutenzione di qualche sentiero: una rete di 1.200 chilometri di camminamenti che come una ragnatela attraversa la nostra provincia.

«L’utilità e i risultati della Montagnaterapia sono evidenti – ha sottolineato Possa – ma questa iniziativa è stata utile anche per i nostri soci e peri nostri volontari. Si tratta di escursioni a tutti gli effetti anche della durata di sei o sette ore, fatte in sicurezza senza affrontare ferrate o arrampicate».

Anche Grassi si è detto «molto soddisfatto della collaborazione in atto con il Cai, che consente ai partecipanti di entrare in contatto con la natura e creare una connessione tra le persone che favorisce una socializzazione con evidenti benefici per coloro che soffrono di disagio psichico e mentale».

La convenzione firmata ieri prevede il coinvolgimento dei volontari Cai e dei pazienti seguiti dal Servizio di salute mentale in diversi tipi di attività. Si va infatti dall’aspetto didattico formativo su argomenti attinenti all’ambiente montano all’accompagnamento e al supporto degli operatori Ausl nelle escursioni, fino all’integrazione dei pazienti con disagio psichico all’interno di iniziative rivolte alla cittadinanza e al miglioramento del benessere psicofisico. —



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