Reggio Emilia, racket cinese degli alloggi in via Turri: appartamento sequestrato e quattro espulsi
I cinesi, tutti irregolari e senza documenti, pagavano una retta giornaliera per un posto letto pari a 15 euro per le donne e 5 euro per gli uomini
REGGIO EMILIA. Un vero e proprio racket degli alloggi, tutti irregolari e non registrati, a favore di connazionali cinesi entrati irregolarmente in Italia e che, per dormire in casa, pagavano ogni giorno una somma fissa al regolare intestatario del contratto di affitto, anch'esso cinese.
Questo hanno scoperto, nel pomeriggio di martedì 17 dicembre, gli uomini del posto di polizia di via Turri assieme ai colleghi delle Volanti e agli agenti della Municipale quando hanno effettuato un controllo all'interno di un appartamento nella stessa via Turri.
Alla richiesta dei documenti di soggiorno alle otto persone cinesi che vivevano nell'immobile la metà (un uomo e tre donne), essendone sprovvisti, sono stati accompagnati in questura. Dai successivi accertamenti è poi emersa l’irregolarità dei quattro.
L. X., donna di 48 anni, era già ricercata dalla polizia perché le fosse notificato il respingimento della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno. Nei suoi confronti è quindi stato emesso l'ordine del questore di lasciare entro 15 giorni il territorio nazionale.
H. J., uomo di 54 anni, è stato denunciato per il reato di immigrazione clandestina mentre le donne W. H. e G. L., di 49 e 43 anni, sono state accompagnate dall’Ufficio immigrazione presso il Centro di permanenza per i rimpatri di Roma.
Tutti e quattro i cinesi hanno dichiarato di pagare una retta giornaliera per un posto letto, pari a 15 euro per le donne e solamente 5 euro per l’uomo, al titolare del contratto di locazione, un 60enne anch’egli di nazionalità cinese, denunciato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.
L’appartamento è quindi stato sottoposto a sequestro e sigillato, mentre dei rilievi si è occupata la polizia scientifica.
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