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Reggio Emilia, sangue e violenza all’Isolato San Rocco: aggredito in pieno giorno per uno sguardo

Leonardo Grilli
Reggio Emilia, sangue e violenza all’Isolato San Rocco: aggredito in pieno giorno per uno sguardo

Vittima della follia di un giovane straniero è stato un 57enne reggiano che, poco dopo, ha quasi perso i sensi in macchina

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REGGIO EMILIA. Un tranquillo pomeriggio di lavoro prima delle imminenti festività per qualcuno, una giornata di shopping in vista del Natale per altri. Una giornata come tante per il centro storico di Reggio Emilia, fra decorazioni e pacchi regalo, sconvolta all’improvviso dalle urla, dal sangue e dalla paura.

Le urla di un giovane esagitato e fuori di sé, il sangue di un innocente malcapitato che ha avuto la sfortuna di capitare al momento sbagliato nel posto sbagliato e la paura di decine di passanti, fra i quali molti adolescenti e diverse famiglie con bambini, sconvolti dalla scena alla quale stavano assistendo, in pieno giorno.

Vittima di un’aggressione violenta e immotivata, avvenuta martedì pomeriggio davanti all’Isolato San Rocco, è stato un 57enne reggiano residente in provincia di cui, a sua tutela, non faremo il nome.

L’uomo, che si trovava in piazza della Vittoria per motivi di lavoro, era appena uscito dalla Camera di commercio quando, prima di tornare alla macchina parcheggiata lì vicino, ha deciso di fermarsi al bar per prendere un caffè e un bicchiere d’acqua. Terminata e pagata la consumazione il 57enne è uscito dal locale e ha fatto per dirigersi verso l’auto, lasciata all’interno dell’ex caserma Zucchi, quando ha visto avvicinarsi un ragazzo in bicicletta.

Difficile sarebbe stato, d’altronde, non notarlo: il giovane, con accento dell’est Europa, urlava minacciosamente verso una persona non ben definita, visibilmente fuori controllo come se avesse perso il senno.

Istintivamente il 57enne si è voltato per controllare a chi urlasse il ragazzo e, non vedendo nessuno, ha fatto per proseguire per la sua strada. Ma l’avvicinarsi dell’esagitato a uno dei tavolini delle distese dei bar, dov’erano sedute due adolescenti, lo ha fatto fermare se non altro per controllare che a quelle ragazzine non capitasse nulla di male.

Accortosi degli sguardi dell’uomo, però, il giovane è letteralmente impazzito. Con una furia ingiustificata si è scagliato correndo contro il reggiano che, seppur molto più imponente, è stato sorpreso da una violenza così improvvisa ed è stato travolto dai pugni e dalle spinte del folle. In una frazione di secondo il 57enne è crollato in terra, sopra di lui solo il corpo del giovane e le sue urla: «Non guardarmi! Non devi guardarmi!». Sfogata la rabbia l’aggressore è poi fuggito, mentre alcuni presenti hanno aiutato l’uomo ad alzarsi e la barista gli ha portato del ghiaccio per la testa e il volto contusi.

Complice l’adrenalina del momento il reggiano ha chiesto di non chiamare i soccorsi, è tornato alla macchina, ha messo in moto e ha fatto per tornare verso casa. Ma una volta giunto in via Luxemburg, nei pressi del cantiere del nuovo Conad, ha accusato un malore e, istintivamente, ha telefonato alla moglie.

È stata lei ad allertare il 118 e la polizia: volontari e agenti, a fatica, sono riusciti a mettersi in contatto con il 57enne in evidente stato confusionale: tramite WhatsApp i sanitari sono riusciti a farsi inviare la posizione dell’auto e, nel giro di pochi minuti, Volanti e ambulanza hanno raggiunto il ferito. Portato al pronto soccorso del Santa Maria Nuova il giorno stesso e medicato, e dopo una visita ieri al reparto maxillo-facciale di Parma, all’uomo è stata diagnosticata una frattura del seno nasale sinistro con una prognosi di trenta giorni.

Sempre ieri, nel frattempo, la moglie è andata in questura per presentare denuncia: «Il ragazzo è scappato – racconta – ma dalle informazioni che abbiamo raccolto è un giovane che bazzica da quelle parti. Ci tengo a ringraziare le forze dell’ordine e il 118 che lo hanno aiutato ma, da volontaria della Croce Rossa, mi chiedo come sia possibile che sul momento nessuno fra i tanti presenti abbia chiamato i soccorsi nonostante il rifiuto di una persona appena aggredita e sotto shock. Non dico intervenire ma spostarsi e allertare le forze dell’ordine sarebbe stato semplice senso civico».

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