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«Sull’ex Kis parole cristalline Ci sono garanzie e controlli»

Il sindaco Bellaria interviene in merito alle modalità  tenute durante l’assemblea sul progetto di bonifica «Concilio sviluppo e salute»

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CADELBOSCO DI SOPRA. In merito alla restituzione a mezzo stampa dell’assemblea pubblica sul progetto di bonifica dell’ ex ceramica Kis e sulla riqualificazione dell’area produttiva, svoltasi lunedì 9 dicembre scorso, il sindaco Luigi Bellaria dichiara: «Mi preme fare chiarezza, con le stesse parole cristalline che ho usato in assemblea lunedì davanti ai miei cittadini, perché io ho la responsabilità della salute pubblica e da sempre sono convinto che solo la produttività sana porta ricchezza per un territorio e sani posti di lavoro. Il mio principio è conciliare sviluppo e salute. L’area dell’ex ceramica è un’area già produttiva e consolidata, quindi pronta all’inserimento di altre attività. Il rumore e le emissioni dai camini degli atomizzatori saranno soggette a parere di soggetti di garanzia riconosciuti dalla Repubblica come Arpae e sono a oggi in fase di valutazione. Il traffico che è valutabile a circa 70 camion in regime di massima produzione andrà ad allinearsi alla necessità di area produttiva e comunque presente in tutto il comparto produttivo del nostro territorio e che rendono necessarie valutazioni di tipo più generali come prevedere arterie alternative per assicurare maggior sicurezza delle componenti deboli del traffico: pedoni e ciclisti. Ho atteso la definizione del progetto esecutivo depositato in modo completo per accertare le componenti specifiche edilizie, ambientali e di traffico. Ho accolto le richieste legittime di garanzia e di rispetto del limite uniti a controlli continui dell’azienda».

Oltre all’amministrazione comunale, hanno preso parte all’assemblea l’ingegnere Moreno Veronese, responsabile dell’edilizia privata e pianificazione del Comune, i tecnici ingegneri dell’azienda, Valerio Bussei, dirigente del Servizio infrastrutture, mobilità sostenibile, patrimonio ed edilizia della Provincia.

Ognuno ha illustrato i propri pareri di competenza: il progetto preliminare di riqualificazione dell’ex ceramica, approvato nel 2018 dalla passata amministrazione, ha previsto il possibile insediamento di un’attività di trattamento delle argille medianti 3 atomizzatori di circa 30 metri di altezza. Tali altezze sono state passate in variazione alle altezze massime del Psc comunale. Un iter di variante, partito e adottato nel 2018, già vigente nella passata consiliatura e arrivata ad approvazione definitiva a settembre 2019.

È stato spiegato che il processo produttivo consegnato in Comune non prevederà alcun ciclo di cottura o forni di essiccazione e questo escluderebbe possibili emissioni di fumi inquinanti e produzione di rifiuti pericolosi. Anche le emissioni delle polveri risulterebbero di un basso impatto proprio per l’alta tecnologia utilizzata e grazie a doppi filtri a maglia e cicloni. Questo tipo di attività non prescrive una valutazine di impatto ambientale (Via), proprio perché non rientra nelle attività pericolose.

Per la soluzione del traffico veicolare si è sottolineato il tavolo di lavoro per progettare un arteria alternativa sfruttando finanziamenti provinciali e regionali. —

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