Gazzetta di Reggio

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L’ANALISI DELLA CAMERA DI COMMERCIO 

Brexit, aumentano le esportazioni ma anche i timori

L.V.

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REGGIO EMILIA. È sempre più vicina, specie dopo le recenti consultazioni elettorali interne, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Dal prossimo 31 gennaio cominceremo quindi a misurare gli effetti del dopo Brexit e quanto incideranno sulla nostra economia. Si perché gli scambi del “made in Reggio Emilia” con il Regno Unito sono consistenti e le imprese dovranno subito aggiornarsi alle modifiche burocratiche (per le nuove certificazioni che accompagneranno le merci) e finanziarie (che si determineranno in ragione del nuovo rapporto di cambio fra l’euro e la sterlina).

In vista di tale scadenza l’Ufficio studi della Camera di Commercio ha condotto una serie di rilevazioni utili e necessarie per analizzare nei dettagli i flussi di scambio dei vari prodotti e i valori che sono messi in gioco.

È così emerso che, nei soli primi nove mesi di quest’anno, l’interscambio reggiano ha superato i 640 milioni di euro e con 581,4 milioni di importazioni il Regno Unito risulta il quarto acquirente al mondo dei nostri prodotti. Oltre Manica finisce il 7,2% dell’intero valore delle esportazioni che partono dalla nostra provincia, il cui ammontare è di quasi 8,1 miliardi, con un incremento di 8,9 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Una percentuale nettamente più alta rispetto al resto dell’Europa, dove l’ascesa dell’export è stata dell’1,8%. Verificata inoltre la tipologia delle merci.

Le esportazioni reggiane in quell’area vengono trainate dal sistema moda che – sempre nei primi nove mesi del 2019 – hanno raggiunto i 220,4 milioni facendo segnare un +24,7%. A seguire ci sono il comparto della metalmeccanica con 189,3 milioni, quindi l’agroalimentare con 83,5 milioni (+11,8% su base annua) e la ceramica con 34,4 milioni (+10,5%).

Vivaci anche le importazioni tanto che nella nostra provincia, nello stesso periodo, sono arrivati prodotti britannici per un valore che raggiunge i 58,6 milioni di euro. In apparenza le imprese manifatturiere si mostrano abbastanza tranquille e l’84,4% di quelle intervistate nel corso di una recente indagine promossa dal sistema camerale dell’Emilia Romagna non ha manifestato eccessive preoccupazioni per i propri affari. Solo il 14,3% degli intervistati teme di poter subire limitate conseguenze; il restante 1,3% ipotizza invece un Brexit pesante.

Le cose però cambiano se si limita l’analisi alle imprese manifatturiere reggiane che esportano abitualmente in quell’area. Il 61% delle aziende ritiene che non ci saranno delle conseguenze apprezzabili; un terzo ipotizza effetti limitati mentre il 5% nutre preoccupazioni.

Aggiungendo però che le trattative fra Unione Europea e Regno Unito potrebbero fugare ogni possibile dubbio. —

L.V.

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