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Fiere, Giorgio Bosi si aggiudica l’asta e compra i padiglioni con 6,85 milioni

Roberto Fontanili
Fiere, Giorgio Bosi si aggiudica l’asta e compra i padiglioni con 6,85 milioni

Il patron della Pibiplast supera di 50mila euro Terminal One «Area strategica per la città, sapremo come valorizzarla»

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Il nuovo proprietario delle Fiere di Reggio – anche se per i prossimi 10 giorni si tratta di un’assegnazione temporanea – è il correggese Giorgio Bosi, Ceo della Pibiplast Group di Correggio, azienda che produce contenitori per prodotti cosmetici. Una conclusione imprevista quella che si è consumata in tribunale ieri, alle 16, davanti al giudice Nicolò Stanzani Maserati.

L’OFFERTA

Il titolare della Pibiplast, rappresentato dall’avvocato Giulio Morandi dello studio legale Morandi, con un rilancio di 50mila euro ha acquisito per 6.850.000 euro il complesso fieristico di via Filangieri, mentre Terminal One, che fino al 31 dicembre gestirà la struttura (in base a un contratto d’affitto di ramo d’azienda) ha deciso di non rilanciare e lasciare strada, a questo punto pare definitivamente, all’imprenditore correggese. Che, ha spiegato l’avvocato Morandi, «ha effettuato l’operazione utilizzando un’immobiliare riconducibile alla sua famiglia».

L’obiettivo, ha poi aggiunto «non è quello di realizzare una nuova sede della Pibiplast, ma una valorizzazione dell’area che verrà realizzata in modi e tempi da definire, in considerazione del valore strategico dell’area della città».

IL FUTURO DELL’AREA

Una dichiarazione d’intenti che lascia aperta ogni ipotesi sul futuro dell’area, senza lasciare molto spazio al proseguimento dell’attività fieristica. L’attuale destinazione urbanistica dell’area è a terziario, ma nulla esclude – come aveva detto a suo tempo il commissario liquidatore, Aspro Mondadori – che in accordo con il Comune le Fiere possano diventare oggetto di una variante urbanistica.

GLI INTERESSI

Che la strada per Terminal One fosse in salita lo si era intuito quando in vista dell’asta di ieri – la sesta – erano stati quattro i gruppi imprenditoriali a uscire allo scoperto e a manifestare interesse per l’area e gli immobili, con tanto di sopralluoghi. Due soggetti, di cui una società che rappresentava un fondo comune di investimenti, si sono volatilizzati, mentre Terminal One aveva già deciso di non rilanciare rispetto all’offerta base di 6,8 milioni, preferendo dirottare i propri investimenti su un’altra operazione nelle vicinanze.

IL REBUS

Difficile capire cosa accadrà ora. Di certo per alcuni mesi, in attesa del perfezionamento dell’acquisto, le Fiere continueranno a essere gestite dagli attuali assegnatari e dalla procedura, a partire dal commissario Mondadori, che non potrà più affittare un ramo d’azienda, ma solo concedere, in accordo con l’acquirente, i capannoni temporaneamente e senza vincoli per lo svolgimento di eventi. Il primo effetto della vendita delle Fiere in ogni caso sarà l’avvio delle procedure per il licenziamento dei due ultimi dipendenti, attualmente in carico a Terminal One fino al 31 dicembre 2019. La società, composta da una quindicina di imprenditori di peso (reggiani e non), entro tale data dovrà riconsegnare gli immobili che ha gestito negli ultimi due anni e su cui aveva scommesso in maniera netta, sollecitando più volte il commissario giudiziale e il commissario liquidatore a chiudere in fretta la partita e arrivando ad offrire 6 milioni di euro per poi salire al valore a base d’asta di 6,8 milioni. Offerta oltre la quale la Terminal One non è andata. —



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