«’Ndrangheta coinvolta nell’evasione fiscale»
REGGIO EMILIA. «Ci sono contiguità tra l’evasione fiscale e la criminalità organizzata». Lo afferma Manuel Masini dell’associazione Libera, intervenendo nel dibattito suscitato dalle parole di Fabio Storchi. Il presidente di Unindustria aveva criticato il provvedimento governativo che punisce l’evasione fiscale con la confisca dei beni e il carcere, pene paragonabili a quelle previste per le associazioni mafiose. Su questo tema delicato, che chiama in causa i comportamenti di tanti imprenditori e liberi professionisti, si erano pronunciati nettamente il segretario della Camera del lavoro Ivano Bosco, per strigliare gli evasori, e l’onorevole Gianluca Vinci della Lega, per condividere il punto di vista degli industriali. Manuel Masini approva le misure volte a reprimere l’evasione e sottolinea la gravità di questo reato: «Si può discutere sull’entità delle pene, ma il processo Aemilia ha dimostrato che la ’ndrangheta è coinvolta anche nell’evasione fiscale, oltre che nel riciclaggio di denaro e nel lavoro nero. Sono reati diversi, ma tutti accomunati da una cattiva cultura».
Masini è d’accordo con la Cgil: «Al di là del provvedimento specifico adottato dal Governo – spiega – si deve avviare un ragionamento sul modo migliore di colpire gli evasori, la cui condotta è doppiamente grave».
In effetti chi non paga le tasse fa una concorrenza sleale agli imprenditori onesti, oltre a sottrarre allo Stato le risorse necessarie per sanità, assistenza, previdenza e istruzione, cioè per i servizi destinati ai cittadini, in particolare ai lavoratori sia dipendenti che autonomi. Perciò avevamo interpellato le associazioni che li rappresentano. Ieri la Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato) e il sindacato Cisl hanno promesso di esprimere, forse già oggi, un parere su questo argomento spinoso. —
L.S.
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