Palestra inidonea, le scuole la tengono chiusa
L’impianto di medie e Città del Tricolore non viene usato per l’educazione fisica ma al pomeriggio è aperto alle società
REGGIO EMILIA. Otto gradini che costituiscono una barriera per chi si trova su una carrozzina, un pavimento vecchio e danneggiato che presenta buchi, materassi rotti e inutilizzabili, vetrate che già in passato, senza un perché, sono precipitate sul campo di gioco e coperture dei tubi ormai a brandelli.
Sono solo alcune immagini tratte dalla palestra (già di per sè piccola e non in regola per qualsivoglia competizione sportiva) dell’ex Istituto Ciechi di Rivalta che, in via Pascal, ospita al mattino l’attività di motoria e di educazione fisica degli studenti delle medie dell’Istituto comprensivo Don Pasquino Borghi e quelli dell’Istituto superiore Città del Tricolore e, al pomeriggio, alcune società sportive che svolgono attività diverse, come l’avviamento alla ginnastica artistica, pattinaggio, pallavolo e altri sport.
Dall’inizio di questo anno scolastico, però, i dirigenti delle due scuole, di fronte a un ambiente ritenuto malsano e non idoneo a ospitare i loro ragazzi, che dovevano fare i conti anche con odori sgradevoli all’interno della struttura, hanno deciso di trasferire altrove (nel vicino palasport e alle scuole elementari) l’attività didattica.
Da alcune settimane, o meglio da un mese esatto, al mattino la palestra risulta chiusa.
Sulla porta campeggia un documento firmato dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo, la dottoressa Paola Campo, che dice: “Dal 18 novembre 2019 e fino a nuovo avviso questa palestra non sarà utilizzata per le lezioni di educazione fisica, in attesa degli esiti della verifica sulla salubrità e sicurezza dei locali”.
In queste settimane, alcune classi – a bordo di un pulmino – sono state dirottate alla palestra di viale I Maggio, in città, con evidenti disagi per l’attività stessa che ha subìto una decisa decurtazione degli orari.
Ora si attendono, oltre all’esito delle analisi, eventuali decisioni sul da farsi da parte dell’Istituto Ciechi, proprietario dell’immobile, e del Comune di Reggio, che lo gestisce. —
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