Posti letto in nero a cinesi “fantasma” Casa sequestrata e quattro espulsioni
I subaffitti irregolari avvenivano in via Turri a tariffe precise Denunciato da polizia e Municipale il titolare del contratto
REGGIO EMILIA. Un vero e proprio racket dei posti letto, tutti irregolari e non registrati, a favore di connazionali cinesi entrati irregolarmente in Italia e che, per dormire in casa, pagavano ogni giorno una somma fissa al regolare intestatario del contratto di affitto, anch’egli cinese.
Una sorta di giro di subaffitti in nero volti al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e delle attività criminali visto che, non potendo avere dei regolari contratti, gli inquilini “fantasma” dovevano guadagnare la somma quotidiana da pagare con attività illecite. Questo hanno scoperto, nel pomeriggio di martedì, gli uomini del posto di polizia di via Turri assieme ai colleghi delle Volanti e agli agenti della Municipale quando, insieme, hanno effettuato un controllo all’interno di un appartamento poco distante, sempre nella stessa via Turri.
Alla richiesta dei documenti di soggiorno alle otto persone cinesi che vivevano nell’immobile, la metà di loro (un uomo e tre donne), essendone sprovvista, è stata accompagnata in questura. Dai successivi accertamenti è poi emersa l’irregolarità dei quattro. L.X., donna di 48 anni, era già ricercata dalla polizia perché le doveva essere notificato il respingimento della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno. Nei suoi confronti è quindi stato emesso l’ordine del questore di lasciare entro 15 giorni il territorio nazionale.
H.J., uomo di 54 anni, è stato denunciato per il reato di immigrazione clandestina mentre le donne W.H. e G.L., di 49 e 43 anni, sono state accompagnate dall’Ufficio immigrazione presso il Centro di permanenza per i rimpatri di Roma.
Tutti e quattro i cinesi hanno dichiarato di pagare una retta giornaliera per un posto letto, pari a 15 euro per le donne e solamente 5 euro per l’uomo, al titolare del contratto di locazione, un 60enne anch’egli di nazionalità cinese, denunciato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
L’appartamento è quindi stato sottoposto a sequestro e sigillato, mentre dei rilievi si è occupata la polizia scientifica. I controlli negli immobili della zona stazione fanno parte di un’operazione più vasta, condotta su iniziativa di Comune e forze dell’ordine, per verificare la regolarità delle residenze in una delle zone a più alto tasso di illegalità di tutto il capoluogo.
Basti pensare che a novembre erano stati passati al setaccio, nella sola via Turri, 1.040 alloggi su un totale di 1.111 controllati. Di questi appartamenti sette sono stati murati con ordinanza del sindaco, alloggi sfitti e sigillati per impedire l’ingresso – com’è successo non di rado – a sbandati o spacciatori. —
Leonardo Grilli
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