Tiro al bersaglio sulla gara, c’è un indagato colpiti 5 piloti dal fucile ad aria compressa
Perquisizioni, interrogatori, filmati al vaglio. Non ancora conclusi gli accertamenti dei carabinieri voluti dal pm Stignani
Prima sterzata dei carabinieri di Castelnovo Monti – coordinati dal sostituto procuratore Giulia Stignani – sull’assurda vicenda del 3 novembre scorso, cioè il “tiro al bersaglio” con un fucile ad aria compressa sui motociclisti che stavano concludendo la sesta prova del Trofeo enduro sport Fmi e che nel primo pomeriggio, stava transitando nel centro di Felina.
SVOLTA NELLE INDAGINI
Da quanto “filtra” vi è infatti un indagato nell’inchiesta che procede con l’accusa di lesioni personali ed esplosioni pericolose. Un’indagine non ancora conclusa, perché proseguono gli accertamenti dei militari.
PERQUISIZIONI E FILMATI
Un’iscrizione nel registro degli indagati che arriva dopo una quarantina di giorni in cui i carabinieri hanno fatto perquisizioni e interrogatori per cercare di capire chi poteva essere in possesso – anche regolarmente – di un’arma compatibile con quella che ha sparato e colpito cinque motociclisti. E i partecipanti hanno messo a disposizione degli inquirenti anche le immagini registrate dalle Go Pro, che qualcuno indossava sul casco. Tre motociclisti sono rimasti feriti, per fortuna non in modo grave. Ma l’episodio rimane inquietante. Domenica 7 novembre era in corso il Trofeo Enduro Sport Fmi e partecipavano in 120. Il circuito si sviluppava per una ventina di chilometri, fino a Gatta, snodandosi su carraie. Ma per un tratto breve era previsto l’attraversamento della strada principale di Felina, via Di Vittorio. È in questo passaggio che è avvenuta la sparatoria, all’indirizzo dei motociclisti.
Non si sono resi conto subito che quei colpi avvertiti addosso erano da imputare a spari. Se ne sono resi conti una volta arrivati. E a quel punto, l’accaduto si è rivelato in tutta la sua gravità.
I RACCONTI
Secondo i testimoni, e a giudicare dalle ferite, chi ha sparato si trovava alla sinistra della carovana di passaggio. In un tratto in cui ci sono almeno una decina di abitazioni private.
L’APPOSTAMENTO
Uno degli uomini colpiti, Andrea Ruffini, carrozziere 46enne di Castelnovo Monti che partecipava all’evento sportivo come uno del team organizzativo, ha spiegato che chi ha sparato lo ha fatto dall’alto verso il basso. Parole che sono state tenute in debito conto da chi sta indagando per dare un volto e un nome al responsabile. Si sospetta che lo sparatore possa essere rimasto in postazione a sparare almeno una mezz’ora. Approfittando forse anche del fatto che le persone colpite non si sono accorte nell’immediato di quanto stava avvenendo. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google