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Bonaccini blinda Fagioli Ma la bufera non si placa

E.Spa.
Bonaccini blinda Fagioli Ma la bufera non si placa

Dopo l’attacco di Guaitolini, vanno alla carica l’Altra Emilia e Potere al Popolo M5s: «Allibiti». Lega: «Noi non lo abbiamo voluto». Lui replica: «Non è vero»

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REGGIO EMILIA. Bonaccini lo blinda. Ma non accenna a placarsi la bufera sulla candidatura di Carlo Fagioli, l’imprenditore di Sant’Ilario che con il fratello Giovanni conduce la Snatt Logistica Spa. E che nei giorni scorsi ha lanciato ufficialmente la sua corsa alle Regionali nella “Lista civica Bonaccini presidente”.

LA POLEMICA

Una candidatura finita subito nel mirino dell’ex segretario della Fiom di Reggio, Sergio Guaitolini, sceso in campo con la lista “Emilia Romagna Coraggiosa” e alleato nella variegata coalizione del centrosinistra, che in concomitanza con l’inaugurazione della sede del comitato elettorale di Fagioli ha ricordato la durissima vertenza che in passato ha visto contrapposti Cgil e Snatt Logistica sul caso Gfe, che portò a un licenziamento via sms di 516 lavoratori.

«Nei tribunali le sentenze parlano da sole: la Snatt ha agito sempre nella legalità», aveva commentato a caldo Fagioli, cercando di smorzare le polemiche che tuttavia sono lievitate con il passare dei giorni. E, dopo Guaitolini, a passare all’attacco a sinistra è stato il candidato a presidente della Regione per l’Altra Emilia-Romagna, Stefano Lugli, giudicando la candidatura di Fagioli un «pessimo segnale per il mondo del lavoro» dal momento che «restituisce l’immagine di una coalizione di centrosinistra guidata da un presidente che forse non si è accorto che occorre tutelarli, i lavoratori». Toni simili da Marta Collot, candidata alla presidenza per Potere al Popolo, che su Facebook ci va pesante: «Questi sono i personaggi di cui si sta circondando Bonaccini, sfruttatori la cui unica attività imprenditoriale è quella di abbassare i salari sotto qualunque soglia ragionevole».

IL PRESIDENTE

Attacchi ai quali lo stesso Bonaccini ieri ha provato a mettere la parole fine, difendendo senza esitazione la scelta di candidare nella sua lista l'imprenditore: «Io non ho dubbi che Fagioli saprà interpretare la necessità della qualità del lavoro. Se non ho letto male, ci riferiamo comunque a una vicenda del 2011, otto anni fa. È giusto che si possa discutere di tutto, ci mancherebbe, ma noi abbiamo fatto il patto per il lavoro e la legalità che ha al centro anche la qualità dei diritti». Se «il passato di Fagioli è un problema? Mi pare non sia stato né condannato né abbia avuto sanzioni – ricorda il governatore – visto che sottoscrive la candidatura il programma lo deve rappresentare sicuramente e il programma lo propone Bonaccini con l’alleanza». Per il governatore, insomma, si tratta di un «caso che si sgonfia da solo. Mi pare che le stesse parole dell’imprenditore e di altri in quel territorio lo sgonfieranno. Noi siamo per il lavoro buono».

NUOVI ATTACCHI

A rincarare la dose, dopo le parole del presidente, arrivano però le dichiarazioni degli altri avversari. A cominciare dal candidato presidente M5s, Simone Benini, e dai candidati reggiani Natascia Cersosimo, Paola Soragni, Norberto Vaccari, Vincenzo Riccobene, Luisa Catellani e Gianni Bertucci: «Il lavoro buono che cita Bonaccini non è licenziare dipendenti via sms o pagarli quattro euro lordi l’ora – affermano – Rimaniamo allibiti della difesa del presidente Bonaccini relativamente alla candidatura dell’imprenditore».

LA VERSIONE LEGHISTA

All’appello non manca Lucia Borgonzoni, candidata alla presidenza per la Lega e il centrodestra, raccontando che Fagioli «si era avvicinato a noi un mese fa, spontaneamente. Gli abbiamo detto che una candidatura nella Lega non era possibile. E così anche nella lista del presidente l’abbiamo fatta cadere». Il motivo? «Non mi aveva convinto», spiega Borgonzoni. Parole alle quali è poi arrivata la replica dello stesso Bonaccini: «Non so cosa abbia chiesto, ma certamente Fagioli è in lista con me».

Comunque, fa notare il governatore, «se sono costretti a parlare di Fagioli non vorrei che avessero pochi argomenti di cui parlare».

La versione della Borgonzoni è stata successivamente smentita dallo stesso Fagioli: «Quello che afferma Lucia Borgonzoni non rispecchia la verità - afferma l’imprenditore - La verità, infatti, è tutt’altra: tramite una conoscenza famigliare, mi è stato proposto di conoscere Borgonzoni, ma subito, quando l’ho incontrata, non mi sono riconosciuto in un programma vuoto che lei mi proponeva. Ripeto, quello che afferma non è vero. E aggiungo che se il problema di Lucia Borgonzoni è Carlo Fagioli, allora vuol dire che è davvero in difficoltà e la mia scelta di sostenere Stefano Bonaccini oggi è ancora più netta». —

E.Spa.

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