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L’indagine  

La Cna scende in campo per formare nuove figure

Luigi Vinceti
La Cna scende in campo per formare nuove figure

Intervistate 121 imprese associate sulle necessità di profili professionali Il 96% del campione si è detto convinto dell’esigenza di assunzioni innovative

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Per continuare a crescere le aziende artigiane chiedono a chi viene assunto nuove competenze. Lo dice la seconda indagine Cna fra 121 imprese associate, dalla quale emerge che le piccole imprese hanno bisogno di diplomati e laureati aperti a orizzonti di ricerca ed innovazione. È un segnale che viene indirizzato ai giovani che stanno per compiere la scelta degli studi dopo le scuole d’obbligo e viene dirottato a chi è incaricato di stilare i programmi didattici.

LE NECESSITà

I fabbisogni degli artigiani sono rappresentati in modo prevalente da figure produttive, tecnici, esperti del digitale. Servono carpentieri, mobilieri, saldatori, oltre che autisti per trasportare merci e persone, disegnatori meccanici, professionisti e tecnici del marketing. Sono benvenute anche le lauree brevi purché professionalizzanti.

Il commento

Il presidente Cna Reggio Giorgio Lugli, il direttore generale Azio Sezzi e la responsabile della nuova area Education, Ughetta Fabris, hanno illustrato i contenuti principali dello studio e tratto alcune conclusioni. «L’iniziativa – precisa Lugli – sancisce il nostro impegno sui temi della formazione. A tal proposito abbiamo stilato accordi di collaborazione con gli atenei di Modena e Reggio, Parma, Bologna, oltre che con i principali istituti scolastici della provincia. È di nostro interesse l’alternanza scuola-lavoro, e l’impiego nelle micro e piccole imprese di giovani laureati e diplomati serve a facilitare il passaggio orientato delle imprese a una era digitale che non si esaurisce negli obblighi normativi (fatturazione elettronica) ma si apre a nuovi modelli produttivi e gestionali».

«Dal febbraio 2018 – aggiunge Sezzi – abbiamo condotto un cammino di ascolto che si sta rivelando essenziale. È nata così Education, per indagare su un tema sentito dal 61% dei nostri associati che contano meno di 10 dipendenti. Tutti chiedono figure produttive e tecniche; tali sono gli assunti dal 70% dei nostri iscritti. La dinamica prosegue e uno ogni tre di loro prevede a breve ulteriori assunzioni».

«Servono però figure con specifiche professionalità – conclude la Fabris – capaci di aprire le porte a innovativi modelli produttivi e gestionali. Sono indispensabili seminari, corsi mirati, sinergie con scuole e università per intercettare giovani professionisti».

STATISTICHE

Le aziende intervistate appartengono per il 58% al manifatturiero, per il 29% ai servizi e il 13% alle costruzioni. Altissime le percentuali di nuove assunzioni nel triennio: 94% nelle costruzioni, 70%in manifattura, 54% nei servizi. Il 56% destinato a produzione, il 16% all’amministrazione. Il contratto privilegiato resta a tempo determinato (37%), seguito da apprendistato (22%) e (21%) e tempo indeterminato. Il 10% dei neoassunti è entrato in azienda con un tirocinio e solo il 3% con lavoro occasionale e partita Iva. Incoraggia il fatto che il 96% degli intervistati si è detto convinto dell’esigenza di altre assunzioni per l’innovazione e la competitività. Resta un gap con la scuola che lo sforzo della Cna sta cercando di colmare. —





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