«La pressione mette a repentaglio la sopravvivenza delle imprese»
Il parere di Giorgio Lugli, presidente della Cna di Reggio Emilia «Bisogna colpire il “grosso” ed evitare di sparare nel mucchio»
L’INTERVENTO
GIORGIO LUGLI*
Credo che le recenti dichiarazioni del presidente di Unindustria, Fabio Storchi debbano essere considerate con attenzione ma che meritino anche un approfondimento. “Il clima di criminalizzazione delle imprese” che aleggia in alcune misure previste dalla manovra di bilancio e dal Decreto fiscale è assolutamente evidente, al punto che già tempo fa Cna aveva parlato di “un tiro al bersaglio sugli artigiani”. Voglio essere chiaro: le leggi si rispettano e le norme devono essere applicate. Ma se per il sistema imprenditoriale si tratta di leggi non eque e di norme distorsive, allora le associazioni di rappresentanza hanno il dovere di segnalarlo e di proporre soluzioni alternative.
Il primo e più efficace strumento di lotta all’evasione è una riduzione della pressione fiscale, che ha raggiunto per le imprese livelli che ne mettono a repentaglio la stessa sopravvivenza.
Poi occorre capire dove si nasconde il “grosso” dell’evasione, per evitare di sparare, inutilmente, sul mucchio. Su questo ci possono aiutare due studi recentemente pubblicati. Il primo, curato dall’Ufficio Studi di Mediobanca, segnala che le filiali italiane dei cosiddetti “giganti del websoft”, 28 grandi gruppi multinazionali del settore software e web, nel 2018 hanno fatturato 2,4 miliardi di euro (occupando 9.800 addetti) e versato al fisco 64 milioni di euro, pari al 2,7% del fatturato. Dati che non hanno bisogno di alcun commento.
Il secondo, elaborato dalla Cgia di Mestre, dimostra come il problema dell’evasione nel nostro Paese sia causato solo per una piccola parte dalla mancata emissione di scontrini o ricevute. Lo studio attesta infatti che l’evasione contestata nell’anno 2018 alle grandi imprese è sedici volte superiore a quella delle piccole aziende e dei lavoratori autonomi. Un’evasione fatta di frodi doganali, frodi carosello, operazioni estero su estero, compensazioni indebite.
Intendiamoci, il tema non è indicare chi evade il fisco più degli altri e tanto meno di procedere a generalizzazioni del tutto inutili. Il tema è quello, anche attraverso una operazione di recupero della “grande” evasione, di ridurre la pressione fiscale, così che molti di coloro che oggi sono evasori “marginali” tornerebbero a essere contribuenti virtuosi. E su questo le Istituzioni, i cittadini e le imprese dovrebbero stringere un patto comune. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
