La Reggiana omaggia i poliziotti feriti durante gli scontri con i tifosi del Piacenza
Regalata agli agenti del reparto Mobile di Bologna la maglia della società, il questore: «Un gesto simbolico importante»
REGGIO EMILIA. Una maglietta per simboleggiare la vicinanza a chi è sul territorio a difesa dei cittadini, un gesto per condannare la violenza di certi personaggi che non meritano nemmeno di essere chiamati tifosi. Tuttalpiù facinorosi.
È stata una cerimonia semplice ma particolarmente sentita – in particolare dagli agenti premiati – quella che la Reggiana ha voluto organizzare con la collaborazione della questura per ringraziare i poliziotti del reparto Mobile di Bologna e in particolar modo coloro che sono rimasti feriti durante l’agguato in tangenziale ai pullman dei tifosi del Piacenza, avvenuto al termine della partita contro la Reggio Audace giocata al Città del Tricolore l’1 dicembre scorso.
Agguato messo in pratica da alcuni appartenenti al gruppo ultras Teste quadre e dal quale la società aveva fin da subito preso le distanze. Una condanna contro il calcio violento diventata ancora più forte ieri pomeriggio, quando il presidente della Reggiana, Luca Quintavalli, ha consegnato le maglie della sua squadra al primo dirigente del 7° reparto mobile di Bologna, Vito Pontrelli, al vicequestore aggiunto Alessandro Zagari, che guidava gli agenti quel giorno, e all’assistente Matteo Gatta, uno dei tre uomini rimasti feriti (per lui 7 giorni di prognosi a causa di una contusione alla spalla). Assenti per altri impegni, ma comunque ringraziati dalla società, gli altri due poliziotti feriti e poi dimessi con dieci e quattro giorni di prognosi.
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«Questo gesto è un simbolo – ha spiegato Quintavalli – di fatto vi consegniamo la seconda maglia della nostra stagione ma che racchiude parte della nostra storia, la stagione degli anni ’50 con il Tricolore. E so quanto conta per noi, ma anche per voi, difenderlo tutti i giorni. Vi chiedo ancora scusa per quanto accaduto».
Parole alle quali si sono aggiunte quelle del questore, Antonio Sbordone, a sua volta omaggiato con una maglia a lui dedicata: «L’idea di questo incontro rappresenta un gesto importante. Io personalmente, dati i miei anni di servizio, sono testimone di un percorso virtuoso che negli ultimi anni e sempre più positivo nei rapporti fra società, forze dell’ordine e questura e nei rapporti di rispetto fra le tifoserie. Spesso si dimentica che negli anni passati c’erano ben altre guerre».
Con la Reggiana, ha proseguito Sbordone, «posso dire che questo percorso sta proseguendo bene e mi permetto di dite che sta dando un segnale anche a livello nazionale. Certo, c’è stata questa interruzione provocata dall’episodio del 1 dicembre, ma la società hanno dimostrato fin da subito una sensibilità unica. Il presidente è venuto da me e mi e sembrato sinceramente addolorato per quello che era successo».
L’episodio, ha concluso il questore, «è stato un caso circoscritto ma lavoreremo perché non si ripeta. I tifosi buoni sono i clienti della società ma gli altri devono essere emarginati, o recuperati quando possibile».
L’unicità di una cerimonia del genere è stata infine sottolineata anche dal dirigente Pontrelli: «Questo tipo di ringraziamento da parte di una società è una circostanza che non mi era mai capitata. Io amo le statistiche e mi preme però sottolineare come a Reggio Emilia il reparto Mobile di Bologna ha fatto 54 servizi nel 2019, impiegando in un anno quasi mille uomini. E incidenti di quel tipo ci sono stati solo il 1 dicembre».
Grazie a un particolare tipo di lacrimogeni a mano detti a frammentazione, ha concluso Pontrelli, «siamo riusciti a risolvere velocemente ma, è normale, i danni collaterali ci sono e fanno parte del nostro lavoro».
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