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salute e ricerca 

Più di 100 nuovi tumori alla testa e al collo ogni anno in provincia

Roberto Fontanili

La patologia da malattia rara adesso è sempre più diffusa Seminario a febbraio per discutere di ricerca e delle cure

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Sono un centinaio i nuovi casi, diagnosticati ogni anno a Reggio Emilia, di tumore nell’area della testa e del collo.

Una patologia che da malattia rara negli anni è diventata sempre più diffusa. Per fare il punto sullo stato della ricerca e delle nuove avanzate tecniche chirurgiche e radioterapiche e di cura su questo tipo di tumore si terrà, il prossimo 27 febbraio a Reggio, un seminario di informazione e formazione su questa malattia che colpisce ogni anno 25mila persone in Italia.

Il dato generale è comprensivo anche dei tumori alla tiroide che fortunatamente vede i pazienti avere una sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di circa il 90% rispetto a quello che colpisce bocca, naso, corde vocali o faringe, che invece ha una mortalità più elevata anche se in costante riduzione.

A parlare di questo tumore che attacca in prevalenza i maschi in età tra i 50 e i 69 anni, anche se l’età tende oggi ad abbassarsi ai 40 anni, e dell’appuntamento di febbraio prossimo, sono stati ieri il direttore della struttura complessa di Otorinolaringoiatria dell’Ircss - Ausl, Angelo Ghedini, e la collega Alessandra Ferretti. Presente all’incontro anche Cinzia Iotti, direttore di Radioterapia oncologica che segue i pazienti che non possono essere sottoposti a intervento chirurgico.

Ghidini in particolare ha sottolineato come «spesso le conseguenze che un intervento chirurgico può lasciare su un paziente affetto da tumore del testa – collo possono essere molto pesanti» e come altrettanto spesso «possano insorgere problemi rilevanti per quanto riguarda il reinserimento lavorativo e sociale di questi pazienti».

Da qui l’importanza, ha sottolineato ancora il medico, «di una prevenzione e un’attenzione a cogliere i sintomi dell’insorgere del tumore per poterlo affrontare il più presto possibile».

Anche perché se per corretti stili di vita significa evitare fumo e alcool, con la loro associazione che è micidiale, i tumori a testa e collo possono insorgere anche a causa del papilloma virus che è una malattia sessualmente trasmessa.

Da qui l’invito pressante di Ghidini «a sottoporsi alla vaccinazione contro il papilloma che la nostra Regione garantisce alle ragazze e ai ragazzi».

Infine una parte del convegno di febbraio sarà dedicato ad una corretta comunicazione tra medico e paziente nei casi di tumore testa – collo. —



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