Scatta l’allarme terrorismo alla moschea
Un 26enne si presenta in tuta mimetica definendosi un militare in incognito: voleva il Corano, pakistano sottoposto a Tso
Si è presentato all’alba davanti al centro islamico di via Flavio Gioia in tuta mimetica, definendosi un militare dell’esercito italiano in incognito e pretendendo che gli fosse consegnato il Corano. L’esagitato ha fatto temere il peggio: in questura è subito scattata l’allerta antiterrorismo, con l’arrivo in forze di poliziotti con addosso giubbotti antiproiettile e armi in mano.
In realtà l’uomo, un pakistano 26enne, è affetto da problemi psichiatrici con una fissazione religiosa inquietante. Prelevato dagli agenti, il 26enne è stato trasportato all’ospedale Santa Maria Nuova per essere sottoposto a un Tso (trattamento sanitario obbligatorio).
Il prologo della vicenda risale al giorno precedente, mercoledì mattina, quando il giovane è entrato nel centro culturale chiedendo la consegna del Corano utilizzato per le preghiere: quando gli è stato negato, se n’è andato.
Pareva finita lì, ma qualche ora dopo, nel pomeriggio, il giovane è tornato alla carica: è entrato all’interno della moschea durante la preghiera, si è impossessato del libro sacro e ha iniziato a strappare alcune pagine, finché il responsabile del centro è riuscito a rientrare in possesso di quel che rimaneva del Corano strappato e ha allontanato l’incivile.
Ieri, alle 6 del mattino, il giovane si è ripresentato in via Gioia per la terza volta. Stavolta suscitando una certa preoccupazione nel centro, aperto da poco, per il suo aspetto minaccioso: in tuta mimetica, il pakistano ha affermato di essere un militare sotto copertura e ha ricominciato a pretendere la consegna del Corano, passando davanti al diniego da un atteggiamento calmo a modi aggressivi e agitati. Così è partita la chiamata di aiuto al 113.
Visti i precedenti e le imprevedibili reazioni del soggetto – che già sei mesi fa è stato protagonista di una scena simile sempre in via Gioia – i poliziotti hanno preso tutte le precauzioni possibili. Tutte le pattuglie delle Volanti in servizio – tre auto, sei agenti – sono arrivate in via Gioia con l’avvertenza di fare attenzione, poiché il soggetto poteva essere armato.
Il 26enne è stato accerchiato e, mentre alcuni poliziotti instauravano un dialogo per distrarlo, i colleghi si sono pian piano avvicinati, fino a bloccarlo e a perquisirlo. Il fermato, che non ha opposto resistenza, era vestito a strati: sotto la tuta mimetica indossava altri due giacconi e da una tasca è saltato fuori una copia del Corano con le pagine strappate, del quale il 26enne si era impossessato chissà quando. Niente armi. I poliziotti hanno prelevato il giovane e lo hanno affidato alle cure dei sanitari. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google