«Sei mesi fa è entrato e ha calpestato il libro»
reggio emilia. «Quando ho aperto la porta e ho visto quell’energumeno in tuta mimetica mi sono allarmato. Ho pensato: vuoi vedere che vuole bruciare il Corano, come è successo altrove, o fare del male a qualcuno? Meglio prevenire, meglio bloccarlo prima che facesse del male a se stesso o ad altri». Così ha raccontato Abdelkarim Ouargziz, coordinatore del centro islamico di via Gioia.
Non era la prima volta che vedeva quel giovane. «Sei mesi fa è entrato, ha chiesto ad alcune donne che erano in riunione dove fosse il Corano, ha aperto l’armadio dove teniamo le copie, lo ha afferrato, piegato e calpestato – ha spiegato Abdelkarim – In quell’occasione è intervenuta la Digos».
Il giovane è sparito per sei mesi, per poi ricomparire mercoledì. «È evidente che ha dei problemi. Quando gli ho detto “no, non te lo do il Corano perché tu lo tratti male e senza rispetto”, si è persuaso e si è allontanato». Quando è riapparso il giorno seguente all’alba, il 26enne aveva un aspetto diverso. «Appena ho aperto la porta l’ho trovato lì. Ha chiesto un caffè: l’ho fatto entrare e gliel’ho dato, ma quando ha ricominciato a insistere con il Corano l’ho portato fuori e ho chiamato la polizia. Qui a Reggio non abbiamo bisogno di questi problemi. Sono qui da 33 anni, mai accaduta una cosa del genere». Ma perché voleva il Corano? «Non saprei. Il nostro Corano è uguale a quello che si trova in Pakistan». —
Am.P.
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