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COLPO al lidl 

Ammette in aula il furto Per lui obbligo di firma

Ammette in aula il furto Per lui obbligo di firma

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reggio emilia. Ha ammesso di aver rubato perché spinto dalla necessità economica e si è offerto di risarcire. Questa la versione di Mohamed Mouayad, 42 anni, il marocchino arrestato dalla polizia nel parcheggio del Lidl di via Piccard: sull’auto c’erano attrezzature edili e abbigliamento da cantiere appena sottratti per un valore di 550 euro.

Ieri in tribunale per la convalida dell’arresto, il 42enne ha spiegato che quella merce voleva rivenderla per poter pagare l’affitto: ha ricevuto lo sfratto e ha tre figli. Il suo difensore, l’avvocato Giuseppe Caldarola, ha contestato il capo d’imputazione di furto aggravato: poiché l’uomo è sempre stato tenuto sotto osservazione delle telecamere, si tratterebbe di un tentato furto. Mentre l’aggravante della violenza sulle cose non sussisterebbe perché, anche se l’indagato ha strappato l’antitaccheggio danneggiando la merce, quest’ultima è stata restituita al punto vendita che ha emesso regolare scontrino. Il giudice monocratico Chiara Alberti ha riqualificato il reato in tentato furto, ha disposto l’obbligo di firma quotidiano e ha rinviato la direttissima al 14 gennaio. —

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