Gazzetta di Reggio

Reggio

processo al via 

Ex dipendente alla sbarra per tentata estorsione

Ambra Prati

Secondo l’accusa ha chiesto il 10% del fatturato alla Indian Srl per non diffondere i video sui social network. Ma lui nega

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Ha preteso il 10% del fatturato sotto la minaccia di diffondere sui social network i video realizzati con il cellulare, che avrebbero danneggiato l’immagine della società. Questo il presunto ricatto a una azienda storica di Reggio Emilia, la “Indian Srl-Gelato d’Italia” di via dell’Industria. Questa la vicenda che ha fatto finire alla sbarra un 53enne, ex dipendente, accusato di tentata estorsione.

Secondo il capo d’imputazione il 53enne reggiano «approfittando della qualità di dipendente» della ditta ha effettuato «riprese e foto dell’ambiente di lavoro e dei processi produttivi, coperti da segreto industriale», allo scopo di far pervenire «ai responsabili della società un plico chiuso con una scheda SD su cui erano state salvate le riprese da lui effettuate».

Il 53enne ha chiesto «incontri con i responsabili della società, nel corso dei quali chiedeva il pagamento di un non meglio determinato “risarcimento”, poi quantificato in una somma pari al 10% del fatturato dell’azienda rappresentando che in caso di rifiuto avrebbe diffuso sui social i video da lui effettuati e avrebbe posto in essere condotte tali da danneggiare l’immagine della società», pretendendo dall’amministratore delegato «di corrispondergli una ingiusta somma di denaro», non riuscendo nel proprio intento poiché i titolari si sono presentati all’incontro del 23 gennaio 2018 preparati.

Fin qui il capo d’imputazione formulato dal pm Giacomo Forte, che ha chiesto e ottenuto il 24 maggio 2018 dal giudice Giovanni Ghini il giudizio immediato per il 53enne. Ieri si è svolta una udienza interlocutoria davanti al giudice Silvia Semprini, che ha rinviato per competenza il fascicolo al giudice Sarah Iusto.

Se questa è l’accusa, le tesi delle controparti divergono diametralmente.

Secondo i titolari della Indian Srl (200 dipendenti, azienda specializzata in ghiaccioli, gelati e torte gelato) l’ex dipendente, che fino a dicembre 2017 era assunto come interinale con contratto a tempo determinato, avrebbe approfittato del fatto di essere un lavoratore interno per documentare irregolarità comportamentali dei colleghi rispetto alle restrittive regole sanitarie del settore: una “assicurazione” nel caso in cui – come difatti è avvenuto – non gli fosse rinnovato il contratto.

«La parte offesa che era presente, la signora Badodi che ha intenzione di costituirsi parte civile, è molto provata da questa vicenda – ha dichiarato l’avvocato Giuseppe Caldarola – Il comportamento dell’ex dipendente non solo è stato irrispettoso, ma addirittura è stato altamente offensivo».

Invece secondo l’avvocato difensore dell’imputato, Enrico Corradini, «il mio assistito non ha posto in essere alcuna condotta estorsiva: crediamo che a seguito dell’istruttoria emergerà chiaramente la sua innocenza. Il 53enne non nega di aver realizzato quei video, ma non ha mai presentato richieste, né di denaro né di altro». Nella prossima udienza del 20 febbraio inizierà il dibattimento. —





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