Iren in lenta ripresa dopo l’attacco hacker
La multiutility ha presentato una doppia denuncia: una alla procura di Genova e la seconda al Garante della privacy
REGGIO EMILIA. A due settimane dall’attacco dei pirati informatici, i tecnici di Iren lavorano ancora alacremente per ripristinare i servizi online paralizzati dall’introduzione di un “criptolocker”, un programma che inibisce l’accesso ai dati. La società comunica che è tornata disponibile la “quasi totalità” dei servizi e degli applicativi, ma non è in grado di prevedere quando tutte le falle saranno riparate, essendovi ancora diverse applicazioni a cui gli utenti non si possono collegare. Potrebbero trascorrere settimane. Iren minimizza i danni subiti dagli hacker.
«L’impatto economico, ancora oggetto di stima puntuale – riferisce l’azienda – è di entità contenuta e trascurabile. Il tempestivo intervento del Gruppo ha consentito di isolare l’attacco, in seguito al quale non si è verificato alcun problema al normale funzionamento delle reti e degli impianti. Sono stati garantiti sin da subito i servizi indispensabili a cittadini e clienti, le funzionalità essenziali per il servizio tecnico, i numeri verdi per le emergenze e altresì l’accessibilità agli sportelli».
In effetti, dallo scorso lunedì è di nuovo fruibile il portale dell’azienda. Il numero verde è attivo, ma si appoggia ai classici numeri telefonici delle diverse sedi. Per l’aggressione informatica subìta, Iren ha presentato denuncia alla Procura di Genova, dove si trova il data center del gruppo, e al Garante della Privacy.
Secondo la sua versione, riferita da Antonio Andreotti, responsabile dei sistemi informativi, gli incursori potrebbero essere entrati nel sistema attraverso un computer non aggiornato rimasto sempre acceso, ma anche questa per ora è solo una ipotesi. Da quel varco avrebbero lanciato il programma che sequestra i dati sabotandone il funzionamento. In diversi settori l’operatività è stata a lungo compromessa.
Ne hanno subito le conseguenze anche alcune aziende esternalizzate per il blocco della rete Intranet.
Le ripercussioni sarebbero state più gravi se non si fossero subito attivate le protezioni automatiche: «Il sistema – precisa Andreotti – ha reagito bloccando di fatto tutte le porte di accesso. Ci siamo dovuti isolare per ripristinare i collegamenti. Ci sono società che rimangono off-line per mesi. Noi nel giro di quindici giorni siamo riusciti a riprenderci».
Iren nega che la direzione fosse stata messa sull’avviso nei mesi scorsi da rapporti confidenziali. Resta il fatto che l’incursione piratesca, condotta da criminali professionisti intenzionati a ricavarne un profitto, ha colto di sorpresa i vertici dell’azienda. —
Luciano Salsi
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