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«L’evasione fiscale? Un problema del Paese Serve un patto per la legalità e lo sviluppo»

St.Sc.
«L’evasione fiscale? Un problema del Paese Serve un patto per la legalità e lo sviluppo»

Dopo il discorso del presidente di Unindustria Fabio Storchi, il sindaco Luca Vecchi sgombra il campo da dietrologie 

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L’INTERVISTA

Il presidente di Unindustria Fabio Storchi, nella sua critica alle stringenti misure anti-evasione contenute nel Decreto Fiscale, ha mancato di chiamare per nome la pratica purtroppo invalsa in Italia: evasione uguale a crimine. Sindaco Luca Vecchi, qual è il suo parere?

«L’evasione fiscale è uno dei più grandi problemi del Paese e, come ha giustamente detto il presidente della Repubblica Mattarella, combatterla è un dovere assoluto. Prima di arrivare a discutere degli strumenti, c'è un tema politico e culturale. Alla base dell’evasione c’è una scarsa solidità di etica pubblica e di senso del bene comune, che va ben al di là delle appartenenze politiche: in uno Stato civile, furbizie e scorciatoie non vengono guardate con simpatia, come invece talora si percepisce nel chiacchiericcio, vengono stroncate senza esitazione alcuna. Inoltre, a proposito di certi dibattiti nazionali, limitarsi a sostenere che per combattere l’evasione bisogna abbassare le tasse è sbagliato. Se si abbassano le tasse, è bene saperlo, si chiudono i servizi, e questo colpisce in particolare le categorie più fragili: i minori, gli anziani, la sanità pubblica e universalistica, la cultura.Peraltro credo proprio di poter affermare che in Emilia-Romagna ci sono generazioni di imprenditori che hanno fatto della legalità e della fedeltà fiscale una delle ragioni fondative del loro fare impresa. In questo senso, le parole del presidente di Confindustria nazionale Vincenzo Boccia, che ha etichettato l’evasione come “concorrenza sleale”, sgombrano il campo da ogni dietrologia, e lo stesso presidente Storchi è conosciuto per il suo estremo rigore. Più che avvitarci dunque in contrapposizioni, ritengo che sarebbe sfidante per tutti approcciare il tema da un altro lato. In questo Paese serve un grande patto per il lavoro, la legalità e lo sviluppo, che veda politica, imprese e sindacati, associazioni di categoria uniti attorno a un unico tavolo, per far ripartire assieme l’Italia».

Non appena vi è un cenno di severità, controllo, repressione nelle misure adottate da un governo, scattano la controffensiva o il lamento. Come ne usciremo?

«Mi ripeto e lo sottolineo: l’evasione non può e non deve diventare un argomento di dibattito e di divisione politica. Una società giustamente fondata su diritti e doveri non può avere insofferenza per la severità delle norme, perché è nel rigore normativo e nel rispetto delle regole, nella cultura della legalità in senso lato, che si creano le condizioni per il vivere civile di un Paese. Poi certo, in Italia soffriamo di un problema di inefficienza e di burocrazia elefantiaca in tanti comparti della pubblica amministrazione, che non aiutano una spontanea adesione del cittadino, delle associazioni e delle imprese, al bene comune».

Anche dalla sinistra era emersa una lettura clemente, quasi un lasciapassare. Qualcuno aveva detto che parte dell’evasione è di sopravvivenza. È d’accordo?

«Una cosa è un’impresa in crisi che non va criminalizzata e che – nei limiti delle regole – va aiutata a ripartire; ben altra cosa sono i sodalizi criminali, i clan malavitosi e chi consapevolmente delinque in modo doloso, danneggiando ogni regola democratica, il funzionamento della libera e corretta concorrenza: su questo non ci possono essere titubanze».

Dal suo osservatorio politico e amministrativo (ricordando che lei è anche un professionista nella consulenza) che cosa si è fatto e si fa a Reggio per contrastare l’evasione, che è stata anche la portinaia del radicamento mafioso?

«Come Comune di Reggio abbiamo sviluppato ormai da anni, grazie a una proficua collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, un sistema di controlli che ci colloca – nel recupero dell’evasione – fra le migliori Amministrazioni d’Italia in assoluto, sia per volume di verifiche che per cifre recuperate. Questo è un dato assodato, che si conferma ogni dodici mesi. Noi continueremo a considerare prioritario il contrasto a ogni forma di evasione – conclude il sindaco – proprio come strumento che permette al Comune di mantenere al più alto livello gli standard qualitativi dei nostri servizi». —

St.Sc.

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